Opinioni

Come Renzo Piano vuole curare Porto Marghera

Il Corriere della Sera riepiloga in questa infografica la “cura” per Porto Marghera di Renzo Piano:

Partito il primo anno con tre quartieri (Borgata Vittoria a Torino, Librino a Catania e il viadotto dei Presidenti a Roma) per poi passare al Giambellino a Milano («meglio concentrare gli sforzi: un’area alla volta»), il progetto di Piano che prende il nome G124 dalla stanza al Senato del «geometra» (copyright suo, auto-ironico) punta quest’anno appunto su Marghera. Dove con un tutor entusiasta (Raul Pantaleo) e una squadretta di giovani architetti motivatissimi (Laura Mazzei, Anna Merci, Nicola Di Croce), l’obiettivo è ambizioso. Mettere a segno piccoli-grandi interventi che dimostrino come sia possibile ricucire il rapporto tra una periferia «che non è affatto brutta» (il modello era la città-giardino di Letchworth, sia pure stravolta da palazzonialveari) e chi ci vive: «Anche nel posto più brutto c’è qualche angolo dove puoi vedere la bellezza. E Marghera, ripeto, non è una delle periferie più brutte».

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