Opinioni

«Renzi tifa per la sconfitta di Tsipras»

Un retroscena della Stampa a firma di Fabio Martini ci racconta oggi qual è l’atteggiamento di Matteo Renzi e del governo italiano nei confronti della crisi della Grecia del referendum proposto da Alexis Tsipras. Sostiene il giornale torinese:

Tifo vero. E’ entrato in apnea Matteo Renzi, che si rende conto come una eventuale vittoria in Grecia dell’anomalo fronte anti-europeista (Tsipras-Alba dorata,dunque post-comunisti e post-nazisti) darebbe da noi la stura a umori imprevedibili e comunque farebbe da moltiplicatore per un altro duo anomalo, quello di casa nostra: Salvini-Grillo. E d’altra parte una vittoria del Sì alla proposta Ue, rassicurante a breve, ridimensionerebbe un fronte del No che, in Grecia come in Italia, mette assieme forze antitetiche ma determinatissime? In definitiva è tutta la vicenda “Grexit” ad avere conseguenze imponderabili per gli attori politici. Ecco perché il loquace presidente del Consiglio italiano per tutta la giornata di ieri è restato defilato sulla questione greca, pur così strategica in queste ore. Renzi tifa come un “ultrà” per il sì, legge con soddisfazione i primi sondaggi, giudica negativamente il governo greco, che, a suo avviso, non ha mantenuto tutte le promesse fatte. E d’altra parte, da quando Tsipras ha vinto le elezioni, sei mesi fa, Renzi si è tenuto puntualmente a distanza. Pochi giorni dopo la vittoria, il premier greco venne a Roma e in un incontro a quattr’occhi, chiese a Renzi se volesse far parte del gruppo ristretto chiamato a mediare, ma il capo del governo italiano rispose negativamente. Per evitare di restare invischiato in una trattativa difficile e dall’esito incerto?

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Una cosa è certa: negli ultimi mesi il premier italiano ha continuato ad avere sulla vicenda greca un atteggiamento mediano, «politicamente corretto». Ma ora che siamo al dunque, Renzi intimamente tifa per la sconfitta di Tspiras. Non può dirlo per non interferire troppo con una vicenda (relativamente) “interna” di un altro Paese e per non guastare i rapporti con l’elettorato sinistrorso di casa nostra. Ma il suo orientamento lo lascia trapelare attraverso una lunga dichiarazione affidata al vicesegretario del Pd Debora Serracchiani che, dopo aver spiegato le «ragioni di carattere storico, economico e geopolitico per le quali la Grecia, non deve andare alla deriva» alla fine preannuncia la linea del governo: «La Bce sta dimostrando di avere un atteggiamento di estrema responsabilità,una responsabilità che, stando ai sondaggi, il popolo greco dimostra di avere in misura maggiore di chi ha vinto le elezioni facendo promesse che sapeva di non poter mantenere».

Se fosse vero che Renzi tifa per la sconfitta di Tsipras, la sua posizione però sarebbe in totale e completo contrasto con quanto annunciato per settembre. «A settembre quando avremo finito di fare le riforme l’Italia in Europa inizierà con determinazione che non immaginate una battaglia contro l’austerity. Non dico che andremo a fare casino, ma ci si avvicina», ha detto infatti Renzi al Festival dell’economia di Trento appena un mese fa. E sinceramente non si capisce in che modo Renzi possa conciliare queste due posizioni politiche: la sconfitta di Tsipras, peraltro probabile come avevamo scritto, non porterà di certo armi a chi vuole combattere l’austerità e rappresenterà un altolà anche a quei movimenti come Podemos che in Spagna si sono posti obiettivi politici simili a quelli di Syriza.