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Renzi querela chi dice che il PD spende soldi pubblici per il sì al referendum

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Matteo Renzi annuncia che querelerà chi dice che il Partito Democratico spende soldi pubblici per mandare i depliant elettorali. “Manderemo a casa di tutti un depliant” per il Sì al referendum. “E tutti quelli che dicono che spendiamo soldi pubblici per farlo li quereliamo, poi facciamo un bellissimo fondo e diamo in beneficenza il risarcimento danni”. Renzi lo annuncia a un’iniziativa per il Sì a Potenza. Il premier mostra anche come sarà il volantino, che illustrerà cosa cambia in caso di vittoria al referendum: “Se vince il No non cambia nulla”, c’è scritto.

La lettera di Renzi agli italiani sul referendum

Di una lettera da inviare agli italiani per il referendum aveva parlato il 15 novembre Maria Teresa Meli sul Corriere della Sera.

Non a caso il premier, quando si trattò di decidere la data dell’appuntamento elettorale, chiese di farla slittare di una settimana, dal 27 novembre al 4 dicembre, proprio per convincere i renitenti al voto a mobilitarsi. Anche per questa ragione Renzi, nella sua veste di segretario del Pd, ha deciso di mandare un’altra lettera, questa volta a tutti gli italiani, per invitarli a votare Sì.

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Renzi querela chi dice che il PD spende soldi pubblici per il sì

Come un kamikaze a Renzi rispondono a stretto giro di posta i 5 Stelle: “Renzi continua ad attaccare il M5S mentendo sulla gestione dei soldi pubblici. La disperazione che deriva dai sondaggi lo costringe ad attacchi politici controproducenti: il segretario di un’associazione a scopo di lucro quale è il Partito Democratico fa la morale all’unica forza politica che ha rifiutato 42,7 milioni di finanziamento pubblico, che rinuncia a tutti i privilegi e continua a rimpolpare il fondo per il microcredito alle imprese con i tagli dei parlamentari alle proprie indennità”, afferma il capogruppo M5S al Senato, Luigi Gaetti, che aggiunge: “Il Partito Democratico, al contrario, ha incassato 45 milioni di euro di finanziamento pubblico in questa legislatura e 500 milioni di euro negli ultimi 7 anni – prosegue il pentastellato – Ha qualche migliaio di proprietà sparse in tutta Italia e prende altri 6 milioni di euro per le attività parlamentari. I parlamentari del Pd, poi, guadagnano più di 18.000 euro mensili: se una piccola parte la girano al loro già ricchissimo partito, il resto lo incassano insieme a tutti i privilegi garantiti a coloro che rivestono cariche aggiuntive, come i presidenti e vicepresidenti di commissione e il presidente del Senato. Auto blu e aerei di Stato per loro sono la regola. Il M5S usa solo i soldi strettamente necessari all’attività parlamentare – insiste il senatore 5 Stelle – Senza essi non riusciremmo a scrivere leggi ed emendamenti, cioè a fare l’opposizione. A Renzi piace l’idea di un parlamento depotenziato, ma sui soldi può stare tranquillo: restituiamo tutto ciò che non ci serve e ciò che spendiamo viene rendicontato punto per punto”, conclude Gaetti.

Le risposte dei 5 Stelle

Poco dopo replica anche la Lezzi: «Il segretario di un partito che ha incassato 500 milioni di euro di finanziamenti pubblici negli ultimi 7 anni, e che incassa 6 milioni di euro per l`attività parlamentare, ha il coraggio di fare la morale sui soldi pubblici al M5S”. E’ quanto ha affermato la senatrice del M5S Barbara Lezzi. “Al Movimento 5 stelle – ha proseguito – che ha rifiutato 42,7 milioni di euro di finanziamento pubblico, che finanzia il fondo per il microcredito alle imprese con i tagli dei parlamentari alle proprie indennità, e che usa solo i soldi strettamente necessari per far funzionare la macchina parlamentare, senza la quale non potrebbe fare opposizione”. “Quello che attacca strumentalmente il M5S è lo stesso Renzi che ha appena comprato in leasing un aereo blu da 175 milioni di euro? È il premier che ha fatto crescere a 236 milioni annui la spesa per il personale di Palazzo Chigi? O forse è quello che si serve dell`elicottero di stato come fosse un taxi?” ha concluso Lezzi.