La macchina del funky

Renzi ha capito tutto anche di Podemos, raga!

Maria Teresa Meli, cantrice delle gesta di Matteo Renzi sul Corriere della Sera, oggi ci spiega cosa ha capito l’Illuminata Guida della Rivoluzione Italia (d’ora in poi: IGRI) della vittoria di Podemos in Spagna. In sintesi: ha capito tutto. Anzi: ha capito di più. E si è messo in testa, come Cesare Ragazzi, un’idea meravigliosa: “costruire un’Europa dal basso” con Angela Merkel. Mica scherzi, eh? Leggiamo nel merito cosa pensa IGRI dell’universo mondo, isole comprese:

Il suo dilemma, semmai, è evitare che l’Italia figuri in Europa come «il Paese che fa la protesta ma non la proposta». E la proposta è quella di costruire l’Europa «dal basso», perché non si può costruirla «attraverso meccanismi di natura puramente tecnocratica». Quest’ultima opzione, secondo il presidente del Consiglio, si è rivelata «un’illusione». Dunque la «guerra» di Renzi nei confronti dell’Europa non si è fermata. Ma adesso il premier non è più il presidente del Consiglio fiorentino che si affacciava nel Vecchio Continente con l’aria di chi non era mai stato invitato a quel tavolo. Ora Renzi è il leader più votato in Europa. E con Angela Merkel Renzi ha rapporti ben diversi da quelli che aveva Silvio Berlusconi. Non sono più buffetti o sorrisi imbarazzati. Sono solidi trattati sull’immigrazione, ai quali qualche Paese sfugge, ma non la Germania. O sono discreti rapporti sull’economia. E altro.

Ora, i più acuti tra voi osservatori avranno notato che
a) Ma ‘sta benedetta Europa dal basso non si doveva costruire durante il semestre italiano?
b) Ma l’attuale nomenclatura europea non è stata costituita con l’assenso (e i voti alle Europee) di Renzi? E allora mo’ che cosa si contesta?
Ma IGRI non guarda alle tecnicalità burocratiche, e Maria Teresa Meli lo sa benissimo.

Ma non è solo di questo che si sta parlando. Quello che conta, da ieri, ossia dalla vittoria in Spagna di Podemos, è il ruolo che Renzi si sta ritagliando in Europa. Già prima sia Merkel, che Hollande (suo malgrado) che Cameron avevano capito di essere costretti ad avere a che fare con quel signore fiorentino che aveva conquistato il governo senza le elezioni ma che era pronto ad andare in Libia con il sì di tutti i contraenti. Ora ognuno valuta le proprie mosse. Le soppesa.

E nella soppesata è difficile non far notare che IGRI ha mandato prima avanti Gentiloni a dire che era pronto a scendere in campo in Libia e poi l’ha smentito il giorno appresso. Anche questo andrebbe soppesato. Ma andiamo al documento che tremare la Merkel fa:

Ma lui continua, caparbiamente, a far mostra di non interessarsi di tutto ciò. Al momento gli interessa solo l’Europa. Il suo documento per arrivare a un patto con Angela Merkel è l’unica cosa che gli preme sul serio (non il documento per accontentare Bersani, Bindi, D’Alema, Speranza, etc etc). Per questo l’ha fatto scrivere dai suoi migliori esperti. Nero su bianco. Ha un titolo che la dice lunga su quello che il presidente del Consiglio intende dire sull’argomento: «L’Europa dal basso» .Altre domande e precisazioni sono superflue, perché il programma del premier è più che esplicativo. I veri punti, comesempre in casi come questi,sono nell’ultima pagina, che siintitola «un nuovo modello di integrazione: fare gli europei».Ci riusciranno gli italiani? E,soprattutto, ci riusciranno i tedeschi?

Eh, sì, in effetti il programma è “più che esplicativo”: basta scrivere “l’Europa dal basso” e tutti capiscono che si tratta di un programma di ammodernamento delle fogne europee da fare con i soldi del piano Juncker. Sempre che i tedeschi siano all’altezza. E quelli di Podemos, che invece chiedono la fine dell’Austerità e, prendendo atto dell’insostenibilità del debito spagnolo, avanzano l’idea di una ristrutturazione consistente del debito in un mix composto da riduzione degli interessi, allungamento delle scadenze e haircut? Quisquilie, pinzillacchere, lepidezze postribolari. In una parola, frescacce. Stiamo facendo gli europei sul Corriere della Sera, qui, mica possiamo pensare a tutto noi!

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