Opinioni

La paurosa controffensiva mediatica di Renzi

In seguito a una serie di sfortunati eventi che hanno messo in cattiva luce il governo, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha deciso di lanciare una controffensiva mediatica; il suo primo passo è stato quello di presentarsi in ospedale, a Firenze, con in mano un coniglio di peluche alto un metro e venti e tanto tenerino, da consegnare a un’amica, già compagna di liceo, primipara attempata. Costei avrebbe dovuto partorire già alla fine di marzo, ma, come hanno spiegato al coniglio e a Renzi i medici, succede sovente che la nascita del primo figlio slitti, per una serie di questioni fisiche e ginecologiche.
Il presidente del Consiglio, atteso dalla firma di atti urgenti, ha dunque dovuto lasciare l’ospedale, mentre il coniglione, incustodito, è stato rubato dagli zingari, vanificando così l’operazione simpatia.
coniglio pelouche renzi
Ciò ha portato il capo del governo, infastidito, a varare un provvedimento d’urgenza (ispirato, pare, dagli stessi zingari di cui sopra), nel quale si stabilisce che da adesso in poi ogni donna italiana dovrà restare incinta e partorire all’età di 15 anni, per legge, e consegnare poi il figlio allo Stato; i bambini, poi adolescenti, poi ecc., verranno alloggiati nelle caserme vuote dell’Esercito e utilizzati come Gioventù di Alta Mobilità-Gruppi Anti Matusa (GAM GAM), da sguinzagliare quando un provvedimento dell’esecutivo incontra l’opposizione dei rottamandi o in generale come massa coreografica.
Questo permetterà inoltre, e questo è il fine dichiarato, di sveltire le operazioni di parto delle trentacinquenni-quarantenni, che ormai sono le uniche a partorire in Italia; il che avrà come conseguenza il crollo dei furti di coniglioni e la fine della sensazione di insicurezza in cui vivono gli italiani.