Politica

Ora Renzi è pronto a presentarsi con il centrodestra a Torino e in Calabria

Italia viva non si farà molti scrupoli alle prossime regionali e amministrative: in Calabria e a Torino con il centrodestra, a Milano con il Pd di Beppe Sala. E a Roma? Chi lo sa.

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“Matteo Renzi è di destra”: quante volte lo abbiamo sentito? Ora, la notizia di oggi (ovviamente) non è questa. Ma comunque ci si avvicina: perché se è vero che il neo segretario del Partito democratico Enrico Letta ha aperto al dialogo perché vuol costituire un fronte largo anche con Italia Viva (tra i due, si sa, non scorre buon sangue), è altrettanto vero che il senatore di Scandicci ha già posto i primi veti. Uno su tutti: no al Movimento 5 Stelle. Assolutamente, anche perché – sostiene – nei prossimi mesi e anni perderà peso, malgrado la presenza dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Quindi o M5s o lui. Per cui, immaginando quale sarà la risposta di Letta, ecco che Renzi gira la testa e inizia a guardare altrove. Nella panoramica passa per Azione e +Europa: Azione nì, il rapporto con Calenda è stato sempre un odi et amo; +Europa bene, ma dopo l’arrivederci di Emma Bonino e Benedetto Della Vedova non si sa che fine farà il partito (se esisterà ancora). E allora, chi resta? Il centrodestra, con cui Matteo Renzi non è nuovo nel fare alleanze (ricordiamo tutti l’asse Renzi-Berlusconi).

Matteo Renzi
Foto IPP/Fabio Cimaglia
Roma 28/01/2021
Quirinale – Seconda giornata di consultazioni
Nella foto: Matteo Renzi lascia il Quirinale

Matteo Renzi e il centrodestra

Scrive allora La Repubblica:

«La crisi ci ha dato visibilità ma ci ha anche attirato antipatie, dobbiamo lavorare duro», dice il vicepresidente della Camera Ettore Rosato. Ma il nodo centrale è quello della collocazione politica. Su questo punto Renzi sfuggirà a indicazioni precise. Il centrosinistra è un’opzione, specie dopo l’apertura di Letta al maggioritario, ma c’è anche la prospettiva di un’alleanza solo con Azione e +Europa, che però fa a pugni con la dichiarata perplessità di Calenda e con la situazione di caos dentro +Europa, dopo le dimissioni di Emma Bonino. Di certo, nell’attesa di un’intesa strutturale per le Politiche, Italia viva non si farà molti scrupoli alle prossime Regionali e amministrative, concedendosi al miglior offerente: andrà probabilmente con il centrodestra in Calabria e a Torino, con il Pd e con Beppe Sala a Milano. La politica delle mani libere.