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Renzi apre al Terzo Polo dopo lo strappo di Calenda: "Un'opportunità straordinaria"

@Asia Buconi|

terzo polo

Dopo lo strappo consumatosi nel pomeriggio, che ha visto il leader di Azione Carlo Calenda dire addio all’accordo col Pd e liquidare Enrico Letta, l’ipotesi di un Terzo Polo liberal si è fatta sempre più concreta. A cogliere la palla al balzo è stato Matteo Renzi, che su Twitter ha scritto: “Tra tante difficoltà, internazionali e domestiche, ora è il momento della Politica con la P maiuscola. Abbiamo un’opportunità straordinaria #TerzoPolo”.


Ospite a Mezz’ora in più su Rai 3, dove è stato intervistato nel pomeriggio da Lucia Annunziata, Carlo Calenda aveva detto su una potenziale alleanza con Italia Viva dopo la rottura col Pd: “Renzi non l’ho sentito, penso che ci parlerò, ma chiederò un passo di idealità molto forte. Non ho ricevuto da lui nessun segnale, da Italia viva invece negli ultimi due giorni ho ricevuto una quantità di contumelie mai ricevute prima. Comunque, da domani, costruiremo liste molto forti, e diremo agli italiani ‘per la prima volta potete votare per e non contro’”.

Un Terzo Polo ora è possibile, Iv: “Alternativi alla confusione di destra e sinistra”

Adesso, come sottolineato da Renzi,  l’opportunità di un centro alternativo al binomio destra/sinistra c’è. Lo ha confermato anche il presidente di Italia Viva Ettore Rosato, che al Tg1 ha detto: “Ci si candida con un progetto chiaro, comprensibile per gli italiani. Italia Viva e il terzo polo lo fanno al centro, alternativi alle confusione di destra e sinistra, sull’agenda Draghi, su quel progetto che ha rilanciato il nostro Paese e che ha bisogno di continuità”.

Un sondaggio riportato da Repubblica ha rivelato che l’alleanza Azione/Italia Viva/ex Forza Italia potrebbe raccogliere in tutto tra il 10% e il 15% delle preferenze. Numeri, questi, che di certo fanno ben sperare. Ma che potrebbero pure non convincere Carlo Calenda, che alla fine potrebbe scegliere comunque di correre da solo (alcuni sondaggi dicono che andrebbe addirittura al 15% in questo caso). L’indecisione è ancora molta e sembra cominciare un nuovo capitolo di ripensamenti, accordi e disaccordi.