Fact checking

Referendum, sondaggi clandestini e dove trovarli

La norma sulla par condicio stabilisce che nei quindici giorni prima di una consultazione elettorale è vietato diffondere o rendere pubblici e diffondere i risultati di sondaggi demoscopici sull’esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e di voto degli elettori, anche se tali sondaggi sono stati effettuati in un periodo precedente a quello del divieto. Però questo non significa che i sondaggi non continuino ad essere effettuati, anzi, più ci si avvicina alle urne più è necessario per i committenti (generalmente i partiti politici ma non solo) sapere come giocarsi le ultime mosse prima del silenzio elettorale.
sondaggi clandestini referendum costituzionale ippica 4 dicembre

Sondaggi all’ippodromo

In realtà il divieto non impedisce che gli esiti di questi sondaggi vengano resi pubblici, il tutto sta nell’utilizzare una terminologia che non faccia direttamente ed esplicitamente alla consultazione elettorale in modo da poter aggirare il divieto. Ed è per questo che già da qualche tempo su Rightnation Andrea Mancia e Simone Bressan hanno adottato la tecnica di parlare delle elezioni in termini ippici. I sondaggi per il Gran Prix de la Constitution quindi si svolgono all’interno di ippodromi dai nomi improbabili e ogni scuderia (ovvero ogni partito politico) ha il suo fantino (ovvero il suo leader). Nel caso del referendum a sfidarsi sono diversi fantini che però sono riuniti in due schieramenti uno dei quali si chiama Assemblage Hétéroclite mentre il secondo si chiama Truie Blessée. Naturalmente basta avere un po’ di dimestichezza con alcune dichiarazioni fatte negli ultimi tempi per capire chi è chi e cosa significa cosa. Durante questi ultimi dieci giorni apprendiamo si sono disputate undici gare (ovvero sondaggi) e al termine di ciascuna per ben nove volte al traguardo si è presentato per primo Assemblage Hétéroclite mentre Truie Blessée ha trionfato solo su due piste. Questo farebbe pensare che non c’è partita, secondo questi anonimi sondaggisti, ma bisogna tenere in considerazione anche l’evoluzione temporale delle gare; Truie Blessée era partito con un forte svantaggio ma ha piano piano recuperato terreno fino al punto che ieri era riuscito a vincere, seppure di pochissimo.
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Inizialmente, il 24 novembre Truie Blessée si trovava al 45% mentre l’Assemblage Héteroclite che racchiude le diverse anime di coloro che si oppongono era dato addirittura al 55%. Si tratta di risultati ben più alti di quelli diffusi dagli ultimi sondaggi ufficiali sul referendum, ma è naturale che con l’avvicinarsi delle votazioni gli schieramenti tendano a compattarsi. Nei giorni successivi e nelle rilevazioni seguenti il Comitato Basta un Blessée ha recuperato terreno, riuscendo ad arrivare ieri al 50,3% (contro 49,7). Oggi invece due rilevazioni clandestine darebbero sempre in vantaggio Assemblage Hétéroclite intorno al 52% con True Blessée che raggiunge un massimo de 47,5%. Mediamente Truie Blessée nei sondaggi si attesta attorno al 47% mentre Assemblage Hétéroclite è dato vincitore con 52,3%. Come si può vedere tenendo conto del margine di errore statistico il divario tra i due sfidanti non è poi così ampio ed è possibile che le cose possano cambiare radicalmente.
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Cosa succede al conclave?

Su YouTrend si preferisce invece ricorrere a metafore ecclesiastiche, qui l’obiettivo sono le votazioni dei cardinali alle modifiche alla legge fondamentale del Vaticano, si sfidano due mozioni: quella presentata da San Norberto e quella di San Simplicio. Anche in questo caso San Norberto è partito in vantaggio (55% contro 45%) ma ad un certo punto, il 27 novembre, San Simplicio ha rimontato arrivando anche ad ottenere quasi 53 cardinali dalla sua parte dopo che San Norberto nei giorni precedenti era sceso al 53,5% e precipitato poi addirittura al 47% (il minimo storico nei sondaggi clandestini del conclave). La forbice tra i due santi si è andata restringendo ma rimane sempre all’interno dell’intervallo di errore. Le consultazioni riportate da YouTrend danno una media di cardinali più alta per San Simplicio, attorno a 49 cardinali, e più bassa per San Norberto che si attesta nel complesso sui 51 porporati. Questo non fa altro che ribadire la situazione di estrema incertezza rilevata dalle varie case. Il Foglio oggi pubblica questo “sondaggio” basato sulle ricerche effettuate online che invece dimostrerebbe come la campagna del Comitato Basta un Sì stia riuscendo a fare breccia nell’elettorato che cercano informazioni sul perché votare Sì. Ricordiamo però che anche nel caso della Brexit (dopo però) qualcuno registrò un picco nelle ricerche online, ma si trattava di un dato interpretato in maniera non corretta.
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Ma quanto valgono questi sondaggi clandestini? Sono affidabili? Ovviamente la risposta non può essere che no, non sappiamo infatti chi li ha commissionati qual è la composizione del campione statistico, quale sia la domanda (anche se è intuibile) e dove di preciso sia stato effettuato. Non sappiamo nemmeno in che modo i sondaggi tengono conto delle intenzioni di voto di chi è ancora incerto su cosa votare o se andare a votare o meno, e sappiamo che su questo referendum gli indecisi sono ancora parecchi. Inutile ricordare infine che i sondaggi non tengono conto delle intenzioni di voto degli elettori residenti all’estero, che potrebbero risultare decisivi. Insomma se i sondaggi ufficiali possono sbagliare per quanto riguarda queste rilevazioni il margine d’errore è lo stesso. Ad esempio alle scorse regionali i sondaggisti ippici davano per certa la vittoria della Paita in Liguria e alla fine ha vinto Toti. Anche per quanto riguarda la Campania ad un certo punto Caldoro e De Luca venivano dati appaiati. In Veneto invece, pur avendo previsto la vittoria di Zaia gli scommettitori degli ippodromi clandestini avevano dato il Presidente della Regione confermato con il 48% ma alla fine Zaia ha preso il 50% dei voti. Allo stesso modo però guardando la serie dei sondaggi clandestini sul referendum stupisce un po’ quel picco contro tendenza che dà il Sì in vantaggio, sarebbe spiacevole se ci si trovasse nella stessa situazione delle Amministrative di Roma quando ad un certo punto Giachetti – contro ogni pronostico – era dato in netto vantaggio sulla Raggi.