La macchina del funky

Referendum, la vittoria del no sfavorisce il M5S

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Marco Palombi sul Fatto Quotidiano oggi spiega che la vittoria del no al referendum non favorisce, ma semmai sfavorisce la possibilità del MoVimento 5 Stelle di andare al governo. Il ragionamento parte dal presupposto che la legge elettorale vigente, l’Italicum, con il suo meccanismo di ballottaggio aiuta oggettivamente i grillini; mentre le trattative per una nuova legge andranno nella direzione di eliminare proprio il ballottaggio:

PER CAPIRE, basta guardare il campo da gioco. Oggi la legge vigente è l’Italicum: al netto della questione “preferenze /nominati”, c’è una soglia di sbarramento al 3% e premio di maggioranza alla lista vincente se supera il 40%, sennò si vaal ballottaggio fra le prime due e chi vince prende tutto. Insomma, come ha fatto notare proprio Napolitano, la legge elettorale perfetta per il Movimento di Beppe Grillo: nei ballottaggi delle ultime Comunali, per dire, ha battuto il Pd in tutti gli scontri diretti e ne ha perso uno su venti contro una lista civica in un piccolo Comune piemontese. Soprattutto per questo – dopo le parole dell’emerito e per riportare a casa un pezzo di minoranza (cioè Gianni Cuperlo) Renzi ha dato il via libera a un confuso documento che promette di riformare l’Italicum dopo il voto del 4 dicembre. Le linee guida sono un po’fumose, ma a un certo punto si parla di “supera mento del meccanismo di ballottaggio”.

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L’infografica del Sole 24 Ore su chi vince con l’Italicum

E quindi, spiega il Fatto, la situazione è questa:

Chissà se Renzi terrà fede alla promessa se vince il referendum e pensa di potersi prendere tutto con una sola mano senza dover sottostare ai ricatti dei Verdini o degli Alfano… Cambiare l’Ita licum invece è praticamente obbligatorio se vince il No: la legge infatti – con una sgradevole forzatura non si applica al Senato, dando per scontato che passerà la riforma Boschi e non voteremo più per eleggere i senatori. E che legge elettorale potrà votare questo Parlamento se vince il No? In sostanza un sistema proporzionale forse corretto con un po’di maggioritario, forse no: in sostanza una legge elettorale che – com’era per il Mattarellum e poi per il Porcellum- favorisce le coalizioni preelettorali o i governi di coalizione successivi. E qual è l’unica forza politica che non costruisce coalizioni, né partecipa a governi di coalizione? Il Movimento 5 Stelle, che peraltro sostiene il proporzionale come la Lega e Forza Italia. Per votare Sì, insomma, lo spauracchio grillino non vale.