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Fallisce il blitz di Lega e Fratelli d'Italia per "sopprimere" il Referendum sulla Cannabis

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cappato referendum cannabis legale

Il primo passo è fallito, ma ora Lega e Fratelli d’Italia hanno intenzione di riprovarci in Parlamento. Dopo una lunghissima seduta in Commissione Affari Costituzionali alla Camera, il blitz per “sopprimere” il Referendum Cannabis legale è risultato un flop. Il testo presentato dai partiti di Salvini e Meloni non ha ottenuto il via libera, grazie all’opposizione di Pd, M5S, Leu, Italia viva, Azione-Più Europa e all’astensione di Forza Italia. I numeri, come prevedibile, non hanno dato ragione alla coalizione dimezzata di centrodestra che, anche oggi, risulta essere sempre più spaccata.

Referendum Cannabis, fallisce il blitz della Lega e di Fratelli d’Italia

Tutto è nato con la presentazione di un emendamento da parte del Carroccio con cui si chiedeva di cancellare la proroga concessa dal Consiglio dei Ministri (con i rappresentanti della Lega che, all’epoca, si erano astenuti) alla raccolta firme sul Referendum Cannabis legale. Una decisione presa a maggioranza a causa dei ritardi burocratici provocati da molti Comuni che non avevano inviato i certificati elettorali. Il partito di Matteo Salvini, spalleggiato da quello di Giorgia Meloni, hanno – di fatto – provato a smentire il governo. Alla fine, però, Forza Italia ha desistito dal seguire le sirene degli alleati e hanno preferito non decidere, astenendosi in Commissione Affari Costituzionali alla Camera.

Cosa è successo ieri

Non potendo fare opposizione sui temi, Lega e Fratelli d’Italia sfruttano i regolamenti parlamentari e i cavilli per sabotare i progetti di legge progressisti. Lo hanno fatto con il Ddl Zan, per il quale si è votato a scrutinio segreto se procedere o meno alla discussione in aula (e ricordiamo tutti come è andata a finire). Adesso i sovranisti ci riprovano con il referendum sulla cannabis, per il quale oltre 600mila cittadini hanno firmato e al quale era stata concessa una proroga fino al 30 ottobre dal governo per depositare le sottoscrizioni in Cassazione. L’esecutivo intervenne con un decreto per evitare disparità di trattamento con altri tentativi di referendum fatti partire prima, tra i quali quello della Lega sulla giustizia o quello sulla caccia, che però avevano ottenuto uno slittamento della scadenza. Ma oggi FdI insieme al Carroccio ha presentato alla Camera un emendamento alla legge di conversione per smentire quella decisione del Consiglio dei Ministri. Il tutto accompagnato da una narrazione che ha più volte travalicato i confini delle bufale.

Per Leonardo Fiorentini, segretario di Forum Droghe e membro del Comitato Promotore, “è l’evidenza che ancor prima dell’esame da parte della Corte Costituzionale, il dibattito pubblico e trasparente sulla fine del proibizionismo sulla cannabis fa talmente paura a Lega e Fratelli d’Italia da far loro tentare un blitz antidemocratico”. “Una porcata”, secondo Marco Cappato, che con l’Associazione Luca Coscioni è sempre stato in prima linea durante la raccolta firme. I numeri in commissione Affari costituzionali a Montecitorio sono sul filo, dando per scontato che “la Lega voterà contro il governo” ancora una volta, come fatto notare dal presidente di +Europa Riccardo Magi, che ha aggiunto: “Prima hanno richiesto la proroga per il Referendum sulla Giustizia e poi si sono opposti al fatto che ne beneficiassero anche altri”.

Marco Perduca e Antonella Soldo, rispettivamente presidente e componente del Comitato Promotore del referendum, hanno parlato di una decisione che andrebbe “contro il principio di non discriminazione e contro quanto denunciato dalle Nazioni unite relativamente agli ostacoli esistenti in Italia riguardo alla partecipazione democratica popolare”.