Economia

RCS, la contro-OPA di Bonomi

Possibile svolta nella partita per il controllo di Rcs: negli ultimi giorni negli ambienti finanziari milanesi circola con maggiore insistenza l’idea che il dossier sia nuovamente sul tavolo dell’imprenditore Andrea Bonomi. Lo riporta stamane il Sole 24 Ore in prima pagina specificando che, anche se non e’ stato possibile ottenere conferme ufficiali, a quanto si apprende, Bonomi avrebbe iniziato a studiare la fattibilita’ di un’operazione sul capitale del gruppo che edita Il Corriere della Sera alternativa a quella presentata da Urbano Cairo. I contorni dell’offerta, tutta in contanti, sarebbero ancora da definire ma appare chiaro che, se Bonomi decidesse davvero di muoversi, lo potrebbe fare solo attraverso un’Opa entrando come socio forte in Rcs per assumere poi la gestione della società. Secondo il Sole “non risulta che un prezzo sia già stato individuato, ma è plausibile pensare che non sarebbe molto distante dalle quotazioni espresse oggi dal mercato: venerdì il titolo ha chiuso a 0,6 euro per azione. valore comunque superiore di circa l’11% a quanto messo sul piatto da Urbano Cairo, unica offerta concreta al momento, con l’Ops che propone azioni Cairo Communication a fronte di titoli Rcs“.

Che cosa avrebbe fatto cambiare idea all’imprenditore? Uno degli aspetti che fino a oggi ha tenuto lontani gli investitori rispetto a un possibile ingresso in forze nella compagnia è la mole di debiti che grava sul gruppo e soprattutto i nodi rispetto a una potenziale ristrutturazione. Il primo trimestre del 2016 si è chiuso con 22 milioni di perdita e con un indebitamento finanziario netto di 411 milioni considerando gli effetti della cessione dell’Area Libri. Lanciare un’Opa significava quindi, oltre che mettere sul piatto i denari sufficienti ad assumere il controllo della società, accollarsi anche l’esposizione. Sulla quale peraltro era in corso una complessa trattativa con le banche per definirne la rimodulazione.
Ora il cda della società ha raggiunto una nuova intesa con i creditori e il term sheet, già approvato da due istituti, dovrebbe essere vagliato dai consigli delle altre banche entro maggio. Per giunta, da un primo sondaggio informale fatto da Cairo, le banche si sarebbero dette disponibili a sedersi al tavolo con lui per discutere le condizioni del debito nel caso in cui l’imprenditore dovesse assumere il controllo di Rcs. Questo fa dunque immaginare che stesso trattamento e stesse garanzie verrebbero riservate anche ad altri potenziali offerenti. Da capire, a questo punto, se Cairo sarebbe disposto a valutare possibili contromosse. L’imprenditore ha una certa cassa a disposizione e forse potrebbe anche considerare di fare un’offerta mista tra carta e cash, anche se fino ad oggi ha sempre garantito di non voler mettere mano ai termini economici dell’Ops.

corriere rcs cairocorriere rcs cairo
L’offerta riaprirebbe la partita dopo la mossa di Cairo, che gli azionisti giudicano insufficiente per assumere il controllo di RCS. E apre anche alla possibilità di un rilancio per l’imprenditore torinese.