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Il momento in cui a Ravanusa è esploso tutto | VIDEO

Individuati altri tre corpi senza vita tra le macerie. Sale a sei il numero dei morti

Ravanusa

Il silenzio, il boato. Poi il rumore dei vetri in frantumi e quello delle abitazioni che, una dopo l’altra, crollano. Poi di nuovo il silenzio. Sono queste le immagini della tragedia avvenuta sabato sera, intorno alle 20.30, a Ravanusa (Agrigento). Una perdita di gas che ha creato una sacca sotterranea che, purtroppo, è deflagrata in quell’esplosione che ha provocato la morte – secondo l’ultimo bollettino aggiornato – di almeno sei persone. E da oltre 36 ore proseguono le ricerche degli altri dispersi, mentre la comunità è ancora sotto choc per quanto accaduto.

Ravanusa, le immagini dell’esplosone che ha fatto crollare tutto

Questa mattina i corpi senza vita di altre tre persone sono stati individuati dai soccorritori che stanno procedendo con l’estrazione da sotto le macerie. Al momento, dunque, ne risultano disperse anche tre e con il passare delle ore diminuiscono le possibilità di trovare qualche sopravvissuto a questa tragedia di Ravanusa. Le immagini mostrano gli istanti dell’esplosione, con l’onda d’urto che provoca l’apertura di porte e finestre. Ma gli effetti più strazianti di quel boato sono dall’altra parte della strada.

Come riporta il quotidiano Il Mattino, mentre proseguono le ricerche dei dispersi sono state già avviate le indagini per capire la causa di questa esplosione. E le ipotesi al vaglio sembrano andare in una direzione ben precisa. Sia per le cause che per gli effetti.

A innescare l’esplosione potrebbe essere stata l’accensione di un elettrodomestico. La perdita di gas, che ha trasformato in una gigantesca bomba la palazzina di Ravanusa saltata con l’esplosione, potrebbe essere partita da un condotta danneggiata da uno smottamento sotterraneo a causa della pioggia di questi giorni.

Alcuni abitanti della zona hanno riferito che, da quasi sette giorni, in quella zona si percepiva un odore acre di gas. Poi l’esplosione e il crollo delle palazzine che hanno inghiottito la vita di almeno sei persone. C’è anche chi, fortunatamente, si è salvato e ha raccontato quegli istanti in cui tutto è venuto giù. Si tratta di Rosa Carmina che, insieme alla cognata Giuseppina Montana, è stata salvata e ora è ricoverata all’ospedale di Licata.

“Ero tornata a casa da poco e all’improvviso la luce è andata via. In un attimo il tetto e il pavimento sono venuti giù e io sono rimasta intrappolata. Ho pensato, sono morta, perché è successo a me? Ma appena ho sentito delle voci, ho chiamato, ho chiesto aiuto e hanno trovato il modo di farmi uscire. Signora abbia pazienza, stiamo arrivando, mi dicevano i pompieri, parole belle. Sentivo anche la voce di mia cognata Giuseppina e questo mi aiutava. Sono stata sotto le macerie credo tre o quattro ore, quando mi hanno trovata ero contenta ma ora penso ai miei familiari di cui non so nulla e mi viene da piangere”.

La donna, 79 anni, ha parlato al TRG spiegando di non aver percepito nei giorni precedenti all’esplosione quell’odore di gas e di saperne poco della conduttura perché nella sua casa non c’era l’allaccio e si utilizzavano le bombole. E l’anziana è ricoverata con diverse fratture ed escoriazioni. Ma oltre ai danni fisici, è tormentata dalla sorte dei suoi familiari e della altre persone, sue vicine di casa.

Perché a Ravanusa si conoscevano quasi tutti. Diecimila anime che oggi sono strette ancor di più nel dolore per questa tragedia immane che ha inghiottito la vita di sei persone, in attesa di conoscere le sorti degli altri tre dispersi. Storie che tutti conoscevano, come quella della giovane coppia in attesa di diventare genitori che, fino a questa mattina, risultavano ancora tra i dispersi. O quella del professore Pietro Carmina, uno dei primi a essere trovato sotto le macerie privo di vita insieme a Enza Zagarro e Liliana Minacori. Storie infrante da quell’esplosione che ha devastato un’intera comunità

 

(foto e video: da Grandangolo Agrigento)