Politica

Raggi sempre più sola, mancano i numeri anche al Campidoglio

La sindaca sprovvista della maggioranza, ha perso i numeri in aula Giulio Cesare con l’addio di quattro esponenti del Movimento

raggi campidoglio

La corsa per la riconferma al Campidoglio di Virginia Raggi è sempre più complicata. Dopo aver perso il sostegno del partito troppo impegnato a risolvere lo scontro tra Giuseppe Conte e Beppe Grillo, oggi in consiglio comunale si è consumata la frattura anche con quattro eletti del Movimento cinque stelle.

“Con la creazione di un nuovo gruppo di ben quattro consiglieri fuoriusciti dai 5 Stelle non vi è più la minima possibilità per la Raggi di avere i numeri in Consiglio. Nel frattempo la città è invasa dai rifiuti e le municipalizzate in crisi con manifestazioni dei lavoratori a rischio stipendio. Cos’altro aspetta la Raggi a dimettersi? Noi ribadiamo che la mozione di sfiducia è pronta e chiediamo agli altri gruppi di opposizione di esprimere la propria disponibilità a sottoscriverla e votarla”.E’ quanto dichiarano gli esponenti di Fratelli d’Italia, Andrea De Priamo capogruppo in Campidoglio e i consiglieri comunali Francesco Figliomeni, Lavinia Mennuni e Rachele Mussolini della lista “Con Giorgia”.

Quattro addi tra i pentastellati, Stefano: “Raggi da tempo senza maggioranza”

Ad abbandonare gli scranni al fianco di Virginia Raggi in aula Giulio cesare sono stati Donatella Iorio, Marco Terranova, Enrico Stefàno ed Angelo Sturni. E’ stato proprio Stefano a comunicare la decisione alla sindaca. Lo strappo è avvenuto a pochi minuti dall’inizio della seduta, sebbene pare che all’interno della maggioranza vi fossero attriti che ormai si trascinavano da tempo.
La decisione di entrare nel gruppo misto potrebbe rimanere solo simbolica, considerato che mancano pochi mesi alle amministrative nella capitale. Centrodestra e Partito Democratico hanno scelto i loro candidati solo poche settimane fa, e l’idea di andare al voto già nei prossimi giorni potrebbe di fatto coglierli in contropiede. Virginia Raggi deve fare i conti sia con la sua campagna elettorale che con le macerie interne al Movimento causate dallo scontro patricida tra l’Elevato e l’ex premier. Entrambi, in maniera diversa, sostenitori della ricandidatura dell’attuale sindaca. Sebbene nella fase di scelta, sia parsa proprio Raggi la più convinta del suo nome. Un voto immediato vedrebbe pronto il solo Carlo Calenda, il quale però è sprovvista di una sua legione in Consiglio pronta a chiedere la sfiducia.