Economia

Quota 100, come andare in pensione ad aprile

Il perfezionamento dei requisiti entro il 2018 consentirà di riscuotere il primo assegno dal primo aprile 2019. Per gli altri, l’accesso sarà consentito trascorsi tre mesi dalla maturazione dei requisiti

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Quota 100 premia gli uomini e penalizza le donne, agevola i dipendenti pubblici e chi lavora per le grandi aziende ed in generale tutti i lavoratori che nel corso della loro vita hanno beneficiato di carriere contributive lunghe mentre penalizza categorie come i braccianti agricoli, i lavoratori stagionali e gli edili. Insomma tutti quelli che hanno carriere discontinue e che mai e poi mai in una vita di lavoro riescono a mettere assieme 38 anni di contributi.

Quota 100, come andare in pensione ad aprile

La pensione “quota 100” può essere attivata dai lavoratori iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima – gestite dall’Inps – nonché alla Gestione separata. Le persone potenzialmente beneficiarie non devono essere titolari di un trattamento pensionistico diretto a carico di una delle gestioni ed è possibile ricorrere al cumulo contributivo, previsto dalla legge 228/2012. Tuttavia occorre precisare che il cumulo opererà in forma “ridotta” rispetto alla versione classica. Di norma è possibile cumulare le gestioni assicurative sopra citate, nonché le contribuzioni accreditate presso le Casse dei liberi professionisti. Ma il decreto-legge prevede espressamente che le gestioni cumulabili sono solo quelle gestite dall’Inps, pertanto devono ritenersi escluse le Casse professionali, nonché le gestioni sostitutive dell’Ago facenti capo ad altro Istituto. Pertanto, gli iscritti all’Inpgi 1 – forma sostitutiva dell’Ago non gestita dall’Inps – non potrebbero cumulare per il conseguimento della pensione “quota 100”. Per le stesse motivazioni, dovrebbe altresì risultare precluso il ricorso alla Legge Vigorelli (legge 1122/1955).

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Quota 100, l’uscita dal lavoro nel 2019 (La Stampa, 19 gennaio 2019)

Il perfezionamento dei requisiti entro il 2018 consentirà di riscuotere il primo assegno dal primo aprile 2019. Per gli altri, l’accesso sarà consentito trascorsi tre mesi dalla maturazione dei requisiti. Dovranno essere soddisfatti gli ulteriori requisiti previsti dalla forma assicurativa dove l’interessato risulta iscritto. Pertanto, un lavoratore dipendente – per accedere alla prestazione – dovrà aver cessato il rapporto di lavoro. I pubblici dipendenti con requisiti perfezionati alla data di entrata in vigore del Dl, conseguiranno il trattamento pensionistico dal 1° agosto 2019. Per gli altri, la finestra mobile sarà di sei mesi dalla maturazione dei requisiti. La domanda di collocamento a riposo dovrà essere presentata con un preavviso di sei mesi.

La pensione tagliata per ogni anno di anticipo

L’anticipo della pensione, anche se i politici lo negano per propaganda, sarà con penalizzazioni perché ogni trattamento avrà un taglio dell’assegno previdenziale che oscilla tra il 20% per le retribuzioni più basse e il 25% per quelle medie, fino a sfiorare il 30% per quelle di importo più elevato. Il Sole 24 Ore pubblica oggi questa simulazione che riepiloga i tagli agli importi:

Per gli uomini, la penalizzazione cambierebbe di poco se il raffronto fosse fatto con la pensione anticipata. Quest’ultima si consegue con 42 anni e 10 mesi di contributi e quindi, ipotizzando di aver maturato 38 anni a 62 anni di età, si dovrebbe comunque continuare a lavorare quattro anni e 10 mesi (invece dei 5 anni per arrivare alla vecchiaia). Per le donne, la pensione anticipata arriverebbe un anno prima (41 anni e 10 mesi), quindi con un divario di importo leggermente inferiore rispetto a quota 100.

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Pensione con quota 100, come cambia l’importo (Il Sole 24 Ore, 19 gennaio 2019)

Ogni anno di anticipo offerto da quota 100 determina un taglio del 4-5% rispetto alla pensione di vecchiaia. L’Ape volontario, che è stato molto criticato, a fronte di un periodo (fino a 43 mesi) in cui si percepisce l’85% della futura pensione di vecchiaia, comporta un taglio della stessa di circa il 4,5% per ogni anno di durata dell’anticipo. Con la possibilità però di cumulare anticipo e attività lavorativa, anche part time, senza limiti di importo.

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