Fact checking

Quello che la Lega nasconde su Le Pen e Salvini

Nella sua deriva complottistica, la Lega Nord utilizza volentieri un linguaggio da sciachimista sulla sua pagina facebook per attirare l’attenzione dei gonzi dei potenziali elettori. A questa accozzaglia di mezzucci raffinata strategia di marketing non poteva essere estranea anche la partita di Marine Le Pen e del suo Front National: in questo messaggio pubblicato sulla sua pagina Facebook il Carroccio accusa “i media italiani” di nascondere che il Front National di Marine Le Pen è il primo partito in Francia con il 25,19%. Complotto?
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QUELLO CHE LA LEGA NASCONDE SU LE PEN E SALVINI
No, nessun complotto. Anzi, bufala vera e propria: tutti i media italiani, così come tutti i media europei, si sono accorti e hanno scritto che il Front National ha accresciuto i voti ed è il primo partito in Francia. Ciononostante, Il vincitore dello scrutinio è l’Ump di Nicolas Sarkozy, che con gli alleati centristi dell’Udi ha ottenuto il 29,4% dei voti. Il Front National di Marine Le Pen,con il 25,19%, si è attestato al secondo posto. I socialisti non sono andati oltre il 21,8%:risultato deludente per il partito del presidente François Hollande che,insieme ai suoi alleati, è stato eliminato da 524 cantoni su 2.000. Domenica prossima nei  ballottaggi la coalizione Ump-Udi è in buona posizione per strappare almeno 15 dipartimenti alla gauche ( si aggiungerebbero ai 40 già controllati dai centristi). Quello che Salvini e la Lega non vi dicono è invece tutt’altro. Ovvero che anche se il Front National è il primo partito, e in molti ballottaggi il suo candidato concorrerà da primo contro l’avversario, la strategia di socialisti e UMP è quella di ignorare la Le Pen e i suoi, perché troppo fascisti (il che, in effetti, è vero). E perciò i socialisti hanno già dato indicazione di voto in favore della destra di Sarkozy contro la Le Pen: il che significa che a meno di improbabili cataclismi, i candidati di UMP vinceranno ove contrapposti a quelli del Front National. Come ai bei tempi di Jean Marie Le Pen, insomma. Il Front National rischia di fare quindi la fine del MoVimento 5 Stelle (di qui il paragone tra lei e Grillo): ovvero di essere il primo partito preferito dai francesi (così come i grillini hanno preso più voti di tutti gli altri partiti alla Camera), ma di sbattersi in faccia poi tutti quei voti, esattamente come i grillini hanno fatto con la scelta di non allearsi con nessuno, visto che i lepenisti sono impossibilitati a dialogare con gli altri partiti per la pregiudiziale antifascista e antirazzista. Insomma, pare davvero difficile ammetterlo, ma in sintesi vuol dire che ha ragione Gasparri:
marine le pen come salvini e grillo
LE PRESIDENZIALI DEL 2017
Per soprannumero, lo stesso concetto viene spiegato oggi da Pierluigi Battista sul Corriere della Sera:

Le elezioni francesi dicono che il centrodestra, se vuole vincere e mietere consensi,non deve inseguire la destra,o addirittura acquattarsi sotto la sua leadership.Nicolas Sarkozy è il centrodestra di governo, non imbocca strade velleitarie e catastrofiche come l’abbandono dell’euro, magari accentua l’allarme sull’immigrazione, ma lo fa senza spirito antisistema,prospettando un governo credibile. Marine Le Pen è la destra che ha una grande forza elettorale. Un quartodei voti è comunque un pezzo importante della società francese.
È la destra che raccoglie e interpreta ogni protesta, che dà voce a una Francia non rappresentata da un establishment avvizzito e stanco, ma non sarà mai una destra di governo. Per la destra di Matteo Salvini, il risultato della Le Pen sarebbe un enorme successo. Per un centrodestra che aspirasse a competere con il centrosinistra per guidare l’Italia e non vuole essere risucchiato in una logica minoritaria, sarebbe una sconfitta mentre l’indirizzo giusto è quello scelto da Sarkozy, non dalla Le Pen. O dalla Lega di Salvini
 

Forse così è più chiaro? Marine Le Pen, al contrario del padre Jean-Marie che aveva sempre snobbato le elezioni locali concentrandosi sulle presidenziali pur senza speranza, ha capito subito che per fare sul serio bisognava mettere radici sul territorio. Cantone dopo cantone, dipartimento dopo dipartimento, regione dopo regione, ha portato il suo Front National al 25%, un mare di voti che soltanto qualche anno fa nessuno avrebbe potuto immaginare. Il vizietto di famiglia di spararle troppo grosse – “saremo il primo partito di Francia” ha proclamato in campagna elettorale – è stato l’unico neo di una strategia impeccabile e le è costato l’en plein. Il vecchio Jean-Marie, fece lo sgambetto nel 2002 al primo turno al socialista Lionel Jospin ma poi lasciò l’82% a Jacques Chirac nel ballottaggio. Marine rischia di fare la stessa identica fine. E questo potrebbe essere addirittura il suo miglior risultato.