Attualità

Quei Bravi Ragazzi condannati per il rogo al Campo Rom di Torino

Al momento Matteo Salvini tace, ora i Rom non vanno più di moda e sulla sua pagina preferisce parlare di Euro e di Unione Europea, cambiando idea su Tsipras un giorno sì e l’altro pure. Eppure oggi è uscita la notizia che gli autori del rogo della cascina Continassa di Torino sono stati condannati a pene che vanno dai tre ai sei anni con l’aggravante dell’odio razziale. I fatti risalgono al dicembre 2011 quando un commando di bravi ragazzi torinesi assaltò il campo Rom alle Vallette come ritorsione per lo stupro di una sedicenne da parte di alcuni abitanti del campo. Peccato che la ragazza si fosse inventata tutto, ma quando la verità è venuta a galla ormai era troppo tardi e la spedizione punitiva era già partita.
 

Il volantino che invitava gli abitanti del quartiere a partecipare alla manifestazione di protesta (fonte: torino.repubblica.it)
Il volantino che invitava gli abitanti del quartiere a partecipare alla manifestazione di protesta (fonte: torino.repubblica.it)

 
È ORA DI BASTA!1
Dieci dicembre 2011, una ragazza torinese di 16 anni torna a casa e racconta ai genitori di essere stata violentata (in pieno giorno) da alcuni stranieri. I famigliari e la brava gente del quartiere organizzano subito una fiaccolata di solidarietà nei confronti della vittima per protestare contro una situazione “insostenibile” per poter finalmente ripulire la Continassa e fare piazza pulita di certi farabutti che rovinano la vita di una ragazzina innocente. La ragazzina, che aveva denunciato lo stupro ai Carabinieri con dovizia di particolari, aveva indicato come responsabili due Rom. A confermare la versione della presunta vittima anche il fratello, che dopo averla accompagnata in ospedale aveva raccontato di averla trovata senza vestiti:

Siamo sicuri che si sia trattato di due zingari romeni che abitano in una cascina qui vicino. Io li ho visti mentre fuggivano e ho provato a inseguirli, ma senza successo.

E sono stati proprio i famigliari della ragazza ad organizzare il corteo, nessuno però sapeva che lei si era inventata tutto, che aveva solo fatto l’amore con il fidanzato e che aveva raccontato una balla per giustificarsi. Era però immaginabile che un corteo dove la gente urlava “zingari di merda” non sarebbe stato pacifico, ed infatti alcuni partecipanti hanno dato l’assalto ad un edificio abbandonato dove abitavano alcuni Rom. Dopo averlo fatto sgomberare (circa ottanta persone abitavano nel campo) e aver distrutto le povere cose dei residenti il commando – tra gli applausi della folla che sembrava indemoniata – ha dato fuoco allo stabile e ad un paio di baracche. Una devastazione fortunatamente senza vittime né feriti interrotta solo dall’intervento – tardivo – del fratello ed in seguito quello dei Carabinieri hanno evitato il peggio. Il giorno dopo la città era sotto choc per quanto accaduto soprattutto alla luce del fatto che non c’era stato nessuno stupro, non c’era stato alcun tentativo di violenza e quindi i Rom della Continassa erano innocenti. Ma la brava gente del quartiere aveva già deciso ed era passata all’azione. E se pensate che fossero solo i torinesi i razzisti guardate i commenti alla notizia data da Libero:
 

Lo stupro inventato e il razzismo vero (fonte: Facebook.com)
Lo stupro inventato e il razzismo vero (fonte: Facebook.com)

LE INDAGINI, GLI ARRESTI E LE CONDANNE
Gli inquirenti hanno concentrato le indagini su un gruppo di Ultras della Juventus dal momento che erano stati visti all’interno del corteo e che due di loro vennero fermati dai Carabinieri mentre fuggivano dal luogo dell’incendio. Le indagini della PM Paola Longo hanno in seguito confermato le responsabilità di alcuni membri delle frange più estreme della tifoseria juventina.
Sei anni e sei mesi per Luca Oliva ,sei anni e dieci giorni per Guido Di Vita, che sono i due Ultras arrestati subito dopo il fatto e ritenuti colpevoli di essere coloro che hanno materialmente appiccato l’incendio. Oltre a queste due condanne il Giudice ha inflitto quattro anni e sei mesi di prigione a Raffaele Giordano, e tre anni per Giuseppe Fico,
Rocco Facchino e Davide Moscatiello. Quest’ultimo all’epoca dei fatti era il referente del gruppo ultras della Juventus “Bravi Ragazzi“. Le condanne sono per incendio doloso, incitazione all’odio etnico e l’aver impedito l’arrivo dei soccorsi. Durante il processo infatti è stato ricordato come i membri del commando abbiano costretto più volte i mezzi dei Vigili del Fuoco intervenuti sul posto a fare marcia indietro. Ai cinque Rom che si sono costituiti parte civile, andrà un risarcimento di quindicimila euro, diecimila euro invece il risarcimento per la Città di Torino che si era costituita parte civile, tremila euro andranno infine a tre associazioni: l’associazione Idea Rom, l’Associazione di studi giuridici sulliimmigrazione e l’European Roma Right Center.
Foto copertina via Facebook.com