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Quarantena e super green pass: cosa cambia con il nuovo decreto

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La quarantena doveva cambiare ed è cambiata per i vaccinati. Sul Super Green Pass, invece, è arrivata una nuova stretta che potrebbe essere “arricchita” da un nuovo decreto che sarà discusso in Consiglio dei Ministri all’apertura del nuovo anno. Il governo ha deciso di seguire quasi in toto le indicazioni arrivate prima dal Comitato Tecnico-Scientifico e poi dalla cabina di regia per quel che riguarda l’isolamento delle persone immunizzate o che sono guarite dal Covid, ma non ha trovato un accordo sull’estensione della certificazione verde rafforzata all’intero mondo del lavoro. Scopriamo quali sono state le modifiche sulla quarantena e sul Super Green Pass.

Quarantena e Super Green Pass, cosa cambia con il nuovo decreto

Il tema dell’isolamento delle persone che hanno completato il ciclo vaccinale o sono guarite dal Covid (si parla di 120 giorni per questi casi, mentre non vi è una scadenza fissata per chi ha già ricevuto il richiamo) era stato sollevato nei giorni scorsi da alcuni esperti e dalle Regioni. Ed ecco il cambiamento più significativo che sarà inserito nel decreto legge che, a breve, verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale:

La quarantena precauzionale non si applica a coloro che hanno avuto contatti stretti con soggetti confermati positivi al COVID-19 nei 120 giorni dal completamento del ciclo vaccinale primario o dalla guarigione nonché dopo la somministrazione della dose di richiamo.

Ovviamente, come spiegano La Repubblica, La Stampa e Il Corriere della Sera, questo provvedimento riguarda solamente le persone che non presentano sintomatologie, ma che sono entrate in contatto (anche diretto) con una persona risultata positiva a un tampone molecolare e antigenico. Questi, però, saranno obbligati a utilizzare della mascherina FFP2 per dieci giorni a partire da quel contatto. Chi presenta sintomi, ma ha tutti i suddetti requisiti, dovrà sottoporsi a un test diagnostico (anche antigenico, ovvero rapido) cinque giorni dopo il contatto con un caso positivo. Resta tutto invariato, invece, per i non vaccinati: chi è entrato in contatto con una persona positiva dovrà rimanere in isolamento per dieci giorni (o 14 se non ci si vuole sottoporre a un tampone).

Come cambia la certificazione verde rafforzata

Il decreto che modifica le dinamiche di quarantena e Super Green Pass prevede anche alcuni cambiamenti che si vanno a inserire nell’ambito delle restrizioni per chi non si è ancora vaccinato o non è guarito dal Covid. Dal prossimo 10 di gennaio, infatti, oltre alla stretta sui mezzi pubblici entreranno in vigore nuove norme sulla certificazione verde rafforzata. Senza di questa, infatti, non si potrà accedere a:

  • alberghi e strutture ricettive;
  • feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose;
  • sagre e fiere;
  • centri congressi;
  • servizi di ristorazione all’aperto;
  • impianti di risalita con finalità turistico-commerciale anche se ubicati in comprensori sciistici;
  • piscine, centri natatori, sport di squadra e centri benessere anche all’aperto;
  • centro culturali, centro sociali e ricreativi per le attività all’aperto.

Questi limitazioni vanno ad aggiungersi a quelle già previste dal cosiddetto dl Festività pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 24 dicembre. Saranno, dunque, moltissime le attività che non potranno fare i non vaccinati: dall’impossibilità di consumare pasti nei ristoranti (e non più solo al chiuso), allo stop alla loro presenza nelle strutture alberghiera, alle sagre, alle fiere e anche alle feste che vengono organizzate dopo matrimoni, battesimi, comunioni e cresime. Almeno fino alla fine dello stato di emergenza, prevista per il prossimo 31 marzo.

Capienza e FFP2 calmierate

Ma non si è parlato solamente di quarantena e Super Green Pass. Il governo ha deciso di fare un passo indietro anche per quel che riguarda gli stadi e gli impianti sportivi al coperto: nel primo caso si è decisi di ridurre al 50% (con posti alternati) il numero massimo di spettatori presenti sugli spalti; nel secondo, invece, si è arrivati al 35%. Infine si è deciso anche di calmierare il prezzo delle mascherine FFP2 che sono diventate obbligatorie (fin da Natale) anche sui mezzi di trasporto. Ancora non è stato definito il prezzo massimo, perché ora la palla passerà alla struttura commissariale diretta dal Generale Figliuolo che dovrà trovare accordi con produttori e rivenditori.

(Foto IPP/Fabio Cimaglia)