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Ma quanto spendi? Il sito che fa i conti in tasca ai parlamentari grillini

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Qualche giorno fa, ad una decina di giorni di distanza dalla morte di Gianroberto Casaleggio, Marco Canestrari ex-dipendente della Casaleggio Associati per la quale per anni aveva curato il Blog di Beppe Grillo aveva rilasciato un’intervista a Jacopo Iacoboni de La Stampa nella quale raccontava “i segreti di Casaleggio” e come “l’M5S ha tradito le sue origini”. Ma Canestrari, che è anche blogger per il Fatto Quotidiano, on è rimasto certo con le mani in mano e la testa nel passato ed ha dato vita a Maquantospendi il sito che effettua il monitoraggio delle spese rendicontate dai parlamentari del Movimento 5 Stelle.

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Il grafico che rappresenta l’andamento dei versamenti del gruppo al fondo per il microcredito.

Chi restituisce di più e chi restituisce di meno

I dati pubblicati da Ma quanto spendi? vengono generati a partire da quelli resi pubblici sul sito TiRendiconto dove il Movimento mette a disposizione dei cittadini le cifre delle restituzioni e delle rendicontazioni effettuate dai parlamentari ancora iscritti al gruppo dei Cinque Stelle (sono quindi esclusi espulsi e transfughi). Niente di segreto o nascosto dunque ma semplicemente una rielaborazione dei dati a disposizione per poter avere una visione d’insieme del comportamento dei parlamentari per ogni voce di spesa (ad esempio le spese per le consulenze, quelle per l’alloggio, le spese telefoniche, l’indennità di mandato restituita e così via). Dal 2013 ad oggi, ovvero da quando i grillini sono entrati in Parlamento e hanno deciso di restituire la metà dello stipendio (circa 1700 euro al mese) e la parte della diaria non rendicontata il gruppo parlamentare ha restituito 14 milioni e 246,018.89 euro per una media mensile di 431,697.54 euro. Nel merito delle restituzioni emerge che il parlamentare che ha restituito complessivamente di più è Massimiliano Bernini (€ 186,827.73) seguito da Giulia Di Vita (€ 180,612.21) e Luigi Gallo (€ 175,149.92). In fondo alla classifica invece ci sono Andrea Cioffi (€ 60,745.82) Michele Giarrusso (€ 58,384.14) e Francesco Cariello (€ 56,729.00). E i Big del partito? Se guardiamo i cinque del Direttorio Alessandro Di Battista guida la classifica parziale posizionandosi al diciassettesimo posto con 144,850.54 euro, segue Roberto Fico al cinquantaseiesimo con 117,043.72, Carla Ruocco (108,673.22) è al settantunesimo e poco sotto (al settantanovesimo) troviamo Carlo Sibilia (103,071.90), ultimo (all’ottantanovesimo posto) Luigi Di Maio con 96,339.90. Interessante notare quel picco di dicembre 2013 (guarda caso proprio in occasione del secondo restituton day) così come il picco tra aprile e maggio (terzo restitution day). Sembra quasi che ci sia una spinta a restituire di più in occasione degli eventi programmanti per farsi pubblicità (tra marzo e aprile 2015 in occasione dell’altro restitution day le cose non sono andate così bene). Ma sono altre le classifiche interessanti. Ad esempio il parlamentare che ha speso di più in generale è Roberto Cotti che spende mediamente 8.978,69 euro al mese mentre la parlamentare meno spendacciona è Laura Bottici che spende poco più di tremila euro al mese (€ 3,316.82).
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Le spese per le consulenze e gli eventi sul territorio

Risulta in costante crescita la spesa in consulenze, dove a spendere di più è Barbara Lezzi (85,225.00 euro) e dove la spesa complessiva del gruppo ammonta a 1,469,534.00 euro pari ad una media mensile di 47,404.32 euro. Non male per il partito che ha sempre condannato il sistema delle consulenze. Certo, per fare un confronto serio bisognerebbe avere sotto mano anche i dati relativi ai parlamentari degli altri schieramenti politici (che però non hanno adottato il metodo trasparente del Movimento). Il Grillo Rampante Luigi Di Maio guida la classifica dei pentastellati che spendono di più per eventi sul territorio. Il Vice presidente della Camera Luigi Di Maio – quasi a confermare la sua vocazione da leader in pectore del Movimento – ha speso per questa voce il  il 9.3% del budget dell’intero Movimento 5 Stelle per un totale (da inizio legislatura) di 108 mila 752,14 euro. Interessante notare come il secondo in classifica (l’altro componente del direttorio Roberto Fico) abbia speso complessivamente poco più di 30 mila euro, vale a dire circa un terzo della spesa sostenuta da Di Maio. Più che chiedersi come mai Di Maio spende così tanto sarebbe da interrogarsi su come mai il resto del gruppo – quelli legati al territorio – spendano così poco.
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Di Maio infatti ha speso nel corso della legislatura 28,510.01 euro per missioni non ufficiali (poco più di mille euro al mese) il doppio di quanto speso da secondo di questa particolare sotto-classifica (Carla Ruocco con poco più di tredicimila euro).
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Ci sono poi le classifiche di chi spende di più per il vitto, l’alloggio, i trasporti (a quanto pare la spesa media per i taxi è cresciuta da inizio legislatura, forse non si prendono più i mezzi?) dove si può confrontare la spesa del singolo parlamentare rispetto ai colleghi del gruppo e confrontarla con la spesa media di deputati e senatori a Cinque Stelle. Ad esempio sembra che la spesa per i taxi sia andata sempre crescendo
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mentre quella relativa ai biglietti dei mezzi pubblici (non comparabile a livello assoluto vista la differenza di tariffario) è in costante calo. Certo, non sarà come Renzi che diceva che “la mia scorta e la gente” (anche se sarebbe bellissimo trovarsi la Ciprini su Bla bla car) ma è da un po’ che non si vedono i post allegri e spensierati del Dibba che avvista parlamentari a Cinque Stelle in Metro o sui mezzi dell’ATAC.
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A differenza di Ti Rendiconto i dati presentati da Ma Quanto spendi consentono infatti di analizzare chi (e di quanto) si discosta in maniera eccessiva dalla media e potrebbe rendere possibile (spiegano dal sito) chiedere al parlamentare di rientrare nei ranghi su quel particolare capitolo di spesa. Anche così però i nudi dati non ci dicono molto, sarebbe infatti inutile (e forse controproducente per il Movimento) chiedere a Di Maio di ridurre le spese per gli eventi sul territorio, soprattutto dal momento che la sua è la principale figura di riferimento e che quindi sarà chiamato ad essere maggiormente presente di altri suoi onorevoli colleghi. In fondo la campagna elettorale non si ferma mai, che male c’è a farla a spese degli altri? Tanto lo fanno tutti. Il punto di questa specie di data journalism è che non sappiamo perché un parlamentare abbia speso di più o di meno degli altri o perché abbia restituito, al di là delle richieste di rimborso per il caffè (francamente ridicole) presentate tempo fa Filippo Nogarin che ne faceva vanto il limite di questo sistema di trasparenza è che non è poi una grande conquista sapere che un parlamentare che per legge può spendere poniamo dieci ora spende sei o sette.