Economia

Sei milioni di disoccupati: quanto costa la cura della trojka

Secondo molti eurodinosauri i paesi in difficoltà con i conti dovrebbero affidarsi alle cure delle istituzioni internazionali per rimettersi “in pari” con la Germania e il resto del Nord Europa. Cinque anni di austerity hanno dato e preso, come si suol dire, in Irlanda, Grecia, Portogallo e Spagna. Quanto è costata la cura della trojka nei paesi in cui è  arrivata? Un grafico di Repubblica mette a confronto la disoccupazione:
trojka quanto costa
La situazione dei grandi malati d’Europa, raccontano le cronache, evidenzia qualche timido segnale di miglioramento: il Pil di Spagna e Portogallo ha ripreso a crescere, l’Irlanda rimborserà in anticipo i prestiti al Fondo Monetario. La Grecia, che molti davano per spacciata, è stata promossa da Standard & Poor’s e ha chiuso il bilancio 2013 con 1,3 miliardi di attivo. Ma Ettore Livini su Repubblica si fa la domanda delle cento pistole: quanto è costato arrivare a questi risultati?

Molto, troppo. Specie sul fronte sociale, dicono i detrattori della visione “contabile” della Ue. «La crisi della Grecia non è risolta, anzi la situazione sta peggiorando», sostiene ad esempio il leader di Syriza, Alexis Tsipras. E cinque anni di austerity hanno lasciato sul terreno molte macerie. Anche il fronte anti-Troika ha i suoi numeri da mettere sul piatto:nel 2008 Spagna, Portogallo, Irlanda e Greciadavano lavoro a 33 milioni di persone. Oggi gli occupati nei (presunti) ex-Piigs sono poco più di 27 milioni. Come dire che sono andati in fumoquasi 6 milioni di posti. Negli ultimi sei mesi, è vero, la ripresa ha creato quasi 600mila nuovi occupati in Spagna, 100mila in Grecia e 200mila in Irlanda. Il tasso di disoccupazione resta però al 27% ad Atene e al 24% a Madrid con picchi da brividi (oltre il 53% per entrambi i paesi) tra i giovani.

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