Economia

Quando Nino Galloni combatteva il signoraggio bancario con Alfonso Marra da Salvo Mandarà

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Nino Galloni ha confermato oggi al Corriere della Sera che il suo nome è tra quelli che «militanti cinquestelle vicini alla sindaca» hanno suggerito come nuovo assessore al Bilancio di Roma Capitale visto che «mi considerano una persona adeguata al ruolo. Io la mia disponibilità la do senz’altro. Poi è chiaro che possono intervenire molte questioni, mi sembra che la situazione sia in divenire». Ieri abbiamo presentato il profilo tecnico, politico e scientifico del professore, figlio del ministro democristiano Giovanni. Qui lo vediamo in azione in un video registrato in ottima compagnia. Registrato dalle telecamere del prestigioso Salvo Mandarà – che quella volta, lo ribadiamo, stava solo raccogliendo materiale per una denunzia – e della sua trasmissione Salvo5puntozero.tv Galloni compare in un video che racconta il deposito di una denuncia contro il signoraggio bancario da parte di Alfonso Luigi Marra, avvocato cassazionista con studio a Napoli che nella sua battaglia contro il signoraggio – e per promuovere il libro “Il labirinto femminile” e spiegare «lo strategismo sentimentale che ha rallentato il cammino della cività» – aveva già coinvolto testimonial del calibro di Lele Mora, Karima El Mahroug detta Ruby e soprattutto Sara Tommasi in versione diversamente vestita. Vale appena la pena ricordare che la teoria del signoraggio sostenuta da Marra è una teoria del complotto fondata su una bufala.

Quando Nino Galloni combatteva il signoraggio bancario

Nell’occasione è toccato al professor Galloni partecipare alle prestigiose iniziative di Marra e il suo intervento comincia dopo il sedicesimo minuto. Vi trascriviamo – più o meno – la prima parte, perché comincia con un non sequitur di rare dimensioni: esordisce parlando bene del signoraggio (la dottoressa Tommasi avrà da ridire?) e finisce dicendo che lo Stato dovrebbe indebitarsi per favorire la piena occupazione passando per le banche che devono prestare i soldi alle pmi, come se una cosa c’entrasse in qualche modo con l’altra.

«Beh il signoraggio è stato un grande progresso dell’umanità che lentamente ma inesorabilmente si è liberata dell’oro. All’inizio le monete erano d’oro, poi di oro e signoraggio e finalmente ci siamo liberati della scarsità grazie al progresso scientifico e tecnologico e non abbiamo bisogno dell’oro ma è tutto signoraggio. Chi gestisce questa potenza? Il privato a vantaggio di una casta privata più o meno bancaria oppure la società che se ne appropria anche attraverso le banche che devono tornare a essere agenti di sviluppo sul territorio, quindi, prima di tutto netta separazione tra chi fa finanza e chi fa credito e poi il credito deve essere al servizio dello sviluppo.
Perché oggi i comparti ad alta redditività perdono lavoro mentre invece il lavoro è necessario nei servizi di cura delle persone e dell’ambiente, l’arte, la creatività eccetera eccetera, dove abbiamo bisogno milioni di posti di lavoro ma si dice non ci sono i soldi. Non è vero che non ci sono i soldi. Di soldi siamo pieni. Il problema è di utilizzare anche il credito bancario a tassi negativi per finanziare tutte quelle iniziative che porteranno sia alla piena occupazione sia a milioni di posizioni lavorative. La scuola, la sanità, la creatività, l’arte, lo spettacolo eccetera». 

Proseguendo la discussione Galloni spiega però che tutti i bilanci sono falsi e quindi quelli «economici, se sono falsati, ci dev’essere un dolo. I soldi sono entrati e quindi un dolo c’è però paradossalmente in buona fede». E ancora: «Il problema è che dobbiamo cambiare la contabilità bancaria, non pensare che un magistrato intervenga e metta in galera un banchiere» (Ma allora perché presentare una denuncia contro le banche?). «Sull’usura hanno ragione però a me interessa quella cosiddetta parte in conto capitale che non esiste, è una finzione!». Paura, eh?

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