Economia

Decreto sostegni: quando arrivano i ristori per le partite iva?

Quando arrivano i ristori per le partite iva previsti con il Decreto Sostegni? Gli aiuti dovrebbero essere accreditati già da dopo Pasqua. E Durigon precisa ulteriormente: “Entro il 30 aprile tutti avranno i soldi sul conto corrente”

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Quando arrivano i ristori per le partite iva previsti con il Decreto Sostegni? Ieri Luigi di Maio su Facebook spiegava:  “Oltre ai 32 miliardi del prossimo decreto, servono altri fondi per contrastare l’emergenza e supportare imprese, lavoratori, partite iva, autonomi e famiglie.  A loro è stato chiesto di fare sacrifici con ulteriori chiusure per fermare la diffusione del virus e a loro vanno dati aiuti concreti, con celerità”.

Decreto sostegni: quando arrivano i ristori per le partite iva?

Oggi il Messaggero spiega che subito dopo Pasqua i ristori per le partite iva i dovrebbero essere accreditati sul conto corrente di chi ne ha diritto, e il sottosegretario al Mef  Claudio Durigon ha precisato: “Entro il 30 aprile tutti avranno i soldi sul conto corrente”, a Restart ieri sera su Rai2. Cosa bisognerà fare per ricevere i ristori?

Non appena il decreto sui sostegni sarà pubblicato in Gazzetta, l’Agenzia delle Entrate, grazie a un applicativo sviluppato dalla Sogei, metterà a disposizione una piattaforma per presentare le richieste di indennizzo. I requisiti saranno autocertificati dagli stessi richiedenti, i controlli saranno fatti a posteriori sulle domande per non rallentare il flusso dei pagamenti. Il meccanismo è delineato. Scompaiono i codici Ateco. Tutte le imprese e le partite Iva, compresi 800 mila professionisti iscritti agli ordini come avvocati, commercialisti, architetti, ingegneri, che nel 2019 hanno registrato un fatturato fino a 10 milioni di euro e nel 2020 hanno subito perdite superiori al 33%, potranno accedere all’aiuto. Ad essere “ristorata” non sarà tutta la perdita dell’anno, ma solo quella relativa a due mensilità. O meglio, solo una parte, visto che l’indennizzo non potrà andare, a seconda del fatturato, oltre il 30% della perdita denunciata

Resta comunque ancora aperta la questione delle cartelle esattoriali in vista del CdM per il Decreto Sostegni atteso in Consiglio dei ministri venerdì. Il vertice di maggioranza con il premier Mario Draghi e il ministro dell’Economia Daniele Franco non lo avrebbe sciolto, ovvero non è passata, per ora, la linea di cancellare le cartelle inevase relative al periodo 2000-2015, fissando il tetto a 5mila euro, un’asticella che il Parlamento potrebbe tuttavia far salire a 10mila. Per questo, spiegano fonti di governo all’Adnkronos, non è escluso che la riunione, che pure da palazzo Chigi assicurano sia andata ”molto bene”, venga aggiornata a oggi: “non l’abbiamo fissata ma non è escluso che si tenga”, spiega uno dei ministri presenti. Di certo ci sarà, oltre alla riunione del responsabile dell’Economia con i capigruppo delle forze di maggioranza e il ministro ai Rapporti col Parlamento Federico D’Incà, un incontro tecnico col ministro di via XX Settembre per superare l’impasse. Che riguarderebbe, raccontano altre fonti, non solo le cartelle, quello che una parte della maggioranza vede come un ‘condono fiscale’, ma anche l’estensione del blocco dei licenziamenti fino al 30 giugno per tutti e per le piccole imprese fino a ottobre: ci sarebbero dubbi sui numeri.