Cultura e scienze

Pupi Avati e Banfi all’Unesco: «Vanno bene tutti, tanto non si fa nulla»

lino banfi unesco

Il regista Pupi Avati è tra i componenti della Commissione Nazionale per l’Unesco che ieri ha visto l’avvento di Lino Banfi al posto del defunto Folco Quilici. In un’intervista al Fatto Avati oggi però spiega che la commissione non è mai stata convocata da quando lui è membri

“Sono contento per Banfi, poverino, è un amico, ma non me ne capacitavo: io sono un falegname e lui un idraulico, o viceversa, come poteva sostituirmi?”.

Avati, qual è il problema?
Abbiamo entrambi, io e Lino, un passato cinematografico importante, ma siamo agli antipodi: sono rimasto interdetto da questa supposta intercambiabilità. Siamo ai confini della realtà.

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In che senso, maestro?
Viviamo nell’incompetenza , come ha detto Sabino Cassese è il momento degli incompetenti, hanno grandissimo successo ovunque, vengono premiati indistintamente.

Il problema non è Banfi, dunque.
Macché, si sarebbero potuti affacciare dal balcone bendati e indicare il primo che passasse, perché c’è la nomina, esiste il ruolo, ma manca il compito. Almeno, è mancato finora: io sono stato insignito, ma nemmeno mi hanno interpellato al riguardo. Il lavoro da commissario non l’ho mai svolto, non so nemmeno che dovrei fare, perché la commissione non è mai stata convocata.

E Avati chiude con un appello: “Non è che con i governi precedenti andasse diversamente. Le faccio un esempio che mi riguarda e che mi sta molto a cuore: il film su Dante”. Lo ha preparato da tempo ma non glielo fanno ancora fare.

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