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La prova definitiva che un tempo c'era vita su Marte

Nel corso dei secoli gli uomini si sono interrogati se ci fossero altre forme di vita intelligente nell’Universo e Marte è sempre sembrato il pianeta ideale. Purtroppo però dal pianeta rosso nessuno è mai venuto a visitarci e si sono così infrante le ultime speranze di avere un vicinato simpatico nel nostro Sistema Solare. Ma la curiosità è rimasta e così ci siamo arrivati sopra con le sonde e con i rover inviati dalla NASA. E niente sull’Interwebs è rimasto lo stesso. Immaginate un imponente archivio di immagini digitali, reso disponibile alla consultazione di tutti. Immaginate una schiera agguerrita di ufologi pronta ad analizzare ogni pixel alla ricerca di immagini sgranate da ingrandire con le tecniche apprese in anni e anni di visione di CSI e delle repliche di X-Files. Se qualche tempo fa su NeXt vi avevamo parlato della roccia che assomiglia al volto di Barack Obama (o Morgan Freeman) oggi vi raccontiamo qualcosa di ancora più terribile e misterioso: la bara aliena abbandonata su Marte.

 
BECCHINI SU MARTE
La scoperta l’ha fatta Will Farrar, il proprietario del canale YouTube WhatsUpInTheSky37 e gestore del sito di avvistamenti di alieni Whatsupinthesky.com. Grazie all’aiuto del suo amico Kjell e ad una copia crackata di Photoshop Farrar è riuscito in pochissimo tempo a risolvere uno dei misteri più misteriosi dell’Universo: non siamo soli. Tutto è iniziato quando Will e Kjell hanno trovato questa foto scattata da Curiosity e caricata sul sito della NASA:

L'immagine originale all'interno della quale la NASA ha tentato di nascondere le prove dell'esistenza degli alieni (Fonte: http://mars.jpl.nasa.gov/)
L’immagine originale all’interno della quale la NASA ha tentato di nascondere le prove dell’esistenza degli alieni (Fonte: http://mars.jpl.nasa.gov/)

Wow – diranno i più – su Marte è pieno di rocce. Davvero interessante. Ed in effetti APPARENTEMENTE è così, ma solo per colo che non hanno ancora aperto il terzo occhio che lo mette in comunicazione con le entità aliene e al tempo stesso gli permette di squarciare il velo di Maya e vedere oltre gli insabbiamenti operati da quei cattivoni della NASA per nascondere la verità al Popolo Sovrano della Terra. Ed è per questo che non siamo in grado di vedere subito ad un primo sguardo la bara marziana. Ma eccola qui:
Eccola qui, la bara abbandonata sulla superficie Marte (Fonte: http://www.whatsupinthesky.com/)
Eccola qui, la bara abbandonata sulla superficie Marte (Fonte: http://www.whatsupinthesky.com/)

La vedete?
Qui forse si vede meglio... (Fonte: http://www.whatsupinthesky.com/)
Qui forse si vede meglio… (Fonte: http://www.whatsupinthesky.com/)

Usiamo il potere di Paint per mettere in evidenza il manufatto alieno con un cerchio tratteggiato di colore rosso:
Finalmente la possiamo vedere (fonte: http://www.ufosightingsdaily.com/)
Finalmente la possiamo vedere (fonte: http://www.ufosightingsdaily.com/)

Secondo i calcoli degli esperti la “bara” misura un metro di lunghezza per poco più di cinquanta centimetri di larghezza. Dimensioni queste estremamente compatibili con quelle di alcune razze aliene come i famosi Grigi (ma ad esempio anche ET è un famoso piccoletto dello spazio). C’è anche chi si chiede come mai la NASA non sia andata ad analizzare più da vicino l’oggetto alieno. In fondo è la prova provata che qualcuno su Marte era in grado di lavorare la pietra esattamente come lo sappiamo fare noi sulla Terra.
 
Un simpatico esempio di pareidolia (fonte: Reddit.com)
Un simpatico esempio di pareidolia (fonte: Reddit.com)

PERCHÉ CONTINUIAMO A TROVARE OGGETTI TERRESTRI SU MARTE?
È interessante notare come la maggior parte degli oggetti “ritrovati” su Marte abbiano un’eccezionale somiglianza con manufatti ed oggetti terrestri. Guardando attentamente l’immagine originale della NASA è possibile riconoscere decine di forme “sospette” sulla scena. Come è possibile? Escludiamo per un momento l’affascinante teoria secondo la quale la civiltà marziana abbia colonizzato la Terra (e che Barack Obama sia il clone di un antico sovrano alieno) e concentriamoci su ipotesi più semplici. Ad esempio quella che ci fornisce un articolo dell’Independent e che riguarda proprio la capacità umana di “riconoscere” dei volti negli oggetti più diversi. È una forma di illusione nota con il nome di Pareidolia ovvero la tendenza a ricondurre immagini e forme causali a forme note della nostra vita quotidiana. Non serve andare su Marte per farlo, basta guardare le forme delle nuvole, la “faccia” della Luna oppure questo subReddit.
Foto copertina via Scienceblogs