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"In trincea mandateci Putin", la protesta dei russi dopo l'annuncio sulla mobilitazione: oltre 1.000 gli arresti | VIDEO

@neXt quotidiano|

Proteste in Russia

Era già accaduto tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, quando le proteste in Russia contro le decisioni belliche di Vladimir Putin toccarono il loro picco nelle fasi iniziali dell’invasione e della guerra in Ucraina. Lo spartito si è ripetuto nelle ultime ore, dopo la diffusione del video del capo del Cremlino che ha richiamato la mobilitazione “parziale” ordinando a oltre 300mila riservisti di farsi trovare pronti per una nuova offensiva militare contro Kyiv. Il tutto condito dalla minaccia atomica nei confronti dell’Occidente, con particolare riferimento alla vicina Europa. Le piazze e le strade di moltissime città si sono riempite di manifestanti che, come ormai accade sempre, sono stati “accolti” dall’intervento delle forze dell’ordine.

Proteste in Russia dopo l’annuncio di Putin, oltre 1.000 arresti

Nel video si vede questo folto gruppo di manifestanti che, attraverso cori pacifici e senza intemperanze, invita il Presidente russo ad andare lui, se proprio deve, a combattere in Ucraina:

“In trincea mandateci Putin”.

Ma questo è solo una delle tante testimonianze delle proteste in Russia. Perché oltre alla capitale, manifestazioni dello stesso tipo e dello stesso tenore si sono verificate in molte altre città. E le forze dell’ordine, proprio come accadde all’inizio della guerra in Ucraina, hanno reagito seguendo gli ordini del Cremlino: sedare le proteste con gli arresti (anche violenti)

Testimonianze e filmati che arrivano da molte città della Russia. Per il momento, secondo i dati – parziali – resi noti dalla ong Ovd-Info, sono oltre 1.300 le persone arrestate dall’esercito e dalle forze dell’ordine.