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Le donne estoni che manifestano contro gli stupri russi davanti all’ambasciata a Tallinn

Nella capitale dell’Estonia, Tallinn, un gruppo di donne ha manifestato di fronte all’ambasciata russa contro gli stupri avvenuti ai danni delle donne ucraine per opera dei soldati inviati da Mosca

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Una fila di donne con le gambe nude, un sacco sopra la testa, le mani legate dietro la schiena e pittura rossa che cola dagli slip: è la protesta di alcune manifestanti estoni di fronte all’ambasciata russa di Tallin contro gli stupri perpetrati dai soldati di Mosca in Ucraina e documentati da diverse testimonianze raccolte dalle autorità di Kyiv e dai media indipendenti arrivati nelle città liberate intorno alla capitale. La protesta, riferisce il canale estone ERR, è avvenuta due giorni fa, quando il presidente ucraino Zelensky è intervenuto in collegamento video al Parlamento estone e il presidente dell’Estonia Alar Karis è partito per Kyiv in una delegazione composta dai suoi omologhi di Lettonia, Lituania e Polonia. “I soldati russi violentano e uccidono donne e bambini innocenti in Ucraina. Le persone che sostengono questa guerra sostengono anche i crimini di guerra, omicidi stridenti di cui sono complici. Questo è il nostro messaggio ai sostenitori della Regime di Putin in Russia, Estonia e ovunque”, è il commento delle manifestanti.

Le donne estoni che manifestano contro gli stupri russi davanti all’ambasciata a Tallinn

Oleksandra Matviichuk, direttrice del Centro per le libertà civili ucraino, ha fatto notare come la protesta sia stata ripresa anche da Liubov Tsybulska, a capo del centro ucraino di contrasto alla disinformazione e alla propaganda (l’Hybrid warfare analytical group dell’ong Ukraine Crisis Media Center). “È un’iniziativa così forte da togliere il respiro. Grazie Estonia”, ha commentato su Twitter Tsybulska. Anche le ambasciate di altri Paesi a Tallinn sono state prese di mira questa settimana: lunedì una decina di attivisti hanno inscenato il massacro di Bucha di fronte agli uffici diplomatici tedeschi per esortare la Germania ad inasprire le sanzioni contro Mosca, mentre il giorno dopo, di fronte all’ambasciata Ungherese, in tantissimi si sono radunati indossando una maschera antigas per protestare contro la linea di Viktor Orban che non ha tagliato le forniture di gas russo.

 

(immagine di copertina da profilo Twitter Телеканал “Прямий”)