Economia

La prima promessa non mantenuta di Renzi?

Matteo Renzi lo aveva promosso da Bruno Vespa a marzo: i debiti della Pubblica Amministrazione con le aziende saranno pagati entro la fine dell’estate, il giorno di San Matteo (coincidenze?), ovvero il 21 settembre. Un video su Youtube ci ricorda le parole del premier a Porta a Porta:

Si tratta di una ventina di chilometri a piedi, non da tutti. E nei fatti, non dovrà farli Vespa:

Nei fatti, pur riconoscendo al governo di avere messo in moto un nuovo meccanismo, coadiuvato dalle garanzie di Cassa Depositi e Prestiti, per smaltire l’enorme debito arretrato,lo sforzo di Renzi a oggi è fermo a poco più di 30 miliardi, su un totale di 56,8 miliardi messi a disposizione. L’ultimo dato ufficiale dello stato di avanzamento dei pagamenti è quello riportato dal sito del ministero dell’Economia: al 21 luglio scorso risultavano pagati ai creditori 26,1 miliardi. Un dato ufficioso più recente indica che i pagamenti alla fine di agosto sono arrivati a quota 30 miliardi. Nel frattempo il ministero dell’Economia ha aggiornato il numero delle imprese che risultano registrate sulla piattaforma di certificazione dei crediti (in totale sono state presentate 56.189 istanze di validazione per un controvalore di 6 miliardi di euro).

Questo passaggio tecnico è, d’altra parte, quello che secondo Renzi gli varrebbe la vittoria della scommessa:

Per capire meglio è utile un passo indietro. Grazie alla garanzia dello Stato i crediti con la Pa, una volta certificati, possono essere scontati presso una banca (il costo dell’operazione di cessione del credito è dell’1,6%, per gli importi inferiori ai 50 mila euro sale invece all’1,9%).Per ottenere la certificazione è necessario registrarsisulla piattaforma e ottenere la convalidadel credito da parte dell’ente che devesaldare il conto. Secondo il premier questoadempimento permette da un giorno all’altrodi sbloccare il credito. Non a caso, di nuovoospite della trasmissione di Vespa lo scorso9 settembre, ha ribadito di ritenersi vincitoredella scommessa spiegando che i soldiper pagare i debiti ormai ci sono e alle impresecreditrici basta registrarsi e farsi «pagare il giorno dopo».

Difficile saldare quasi 27 miliardi di euro nell’arco di una decina di giorni.