Economia

Programmi di riqualificazione urbana: così il Comune e il ministero «dimenticano» i progetti per la città

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La parola chiave è Programmi di Riqualificazione Urbana (PRiU). E i luoghi sono la Borghesiana, Ostia Ponente, Case Rosse, Pigneto ed Esquilino. I fondi del governo per i cantieri sono pronti, ma le riqualificazioni sono ferme da anni. Perché, a quanto pare, il Comune non li ha ancora chiesti.

Così il Comune di Roma «dimentica» i progetti per la città

La storia la racconta Laura Bogliolo sul Messaggero di oggi: i fondi sono stati stanziati ma il Campidoglio non ha ottenuto le proroghe dei progetti dal ministero delle Infrastrutture. O meglio: non li ha chiesti. Un allarme che è stato lanciato quattro mesi fa in una verbale della riunione del Collegio di Vigilanza che fa capo al Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica sugli accordi dei Programmi di Riqualificazione Urbana. Già da allora si lavorava di progetti come due scuole, i portici e i giardini di Piazza Vittorio, la viabilità.

Nell’elenco delle opere in questione ci sono la «realizzazione dell’argine dell’idroscalo di Ostia», «della scuola materna e asilo nido in via del Sommergibile a Ostia Ponente» auspicando «una proroga dei termini per l’espletamento dei bandi di gara stabiliti dall’art. 2 del Dm Infrastrutture e Trasporti n. 309 del 9/9/2015 per quest’opera di notevole interesse pubblico». Per il quadrante Case Rosse si cita, «l’adeguamento della viabilità».

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I progetti “dimenticati” dal Comune (Il Messaggero, 2 novembre 2017)

Per l’Esquilino la somma stanziata era di circa 3 milioni di euro. Sul progetto emerge dal verbale che l’ultimo incontro c’è stato l’8 aprile del 2016 (in Campidoglio c’era il commissario straordinario Francesco Paolo Tronca),quando si svolse la Conferenza di Servizi per l’esame della bozza del testo del nuovo Accordo di Programma. Nel verbale si spiega che «in seguito non sono state svolte ulteriori attività in assenza di disposizioni dell’allora Dirigente e in attesa di determinazioni del Ministero delle Infrastrutture in merito alle richieste di proroga dei termini per l’utilizzo dei finanziamenti pubblici dei PRiU».

Le proroghe richieste al ministero

Le proroghe sono state chieste ad aprile, maggio e novembre 2016. Da allora nessun segnale dalla Giunta Raggi e i soldi sono fermi. Per i piani di riqualificazione urbana la cifra complessiva era, all’inizio degli anni Novanta, di 327 milioni di euro di finanziamenti, dei quali 89 pubblici e 238 privati.

Il verbale del 30 maggio inizia chiedendo con urgenza «un contatto a livello apicale tra le Amministrazioni (Capitolina e Ministero delle Infrastrutture) al fine di porre attenzione almeno a quelle opere pubbliche che sono in una fase avanzata di progettazione esecutiva e che potrebbero essere appaltate verosimilmente in tempi brevi entro il termine di un’eventuale ulteriore proroga ministeriale per non vanificare le attività fino ad ora poste in essere dall’amministrazione capitolina».

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Insomma, il collegio di vigilanza stava chiedendo un intervento politico, della giunta, affinché si potesse continuare sulla strada delle proroghe e consentire così la conclusione di alcuni progetti che erano già a buon punto. Che però non sono arrivate. Nella riunione del collegio di maggio si decideva di sospendere le opere in attesa di avere la certezza delle risorse ministeriali. Che però, anche a causa di un rimpallo tra le Infrastrutture e il Campidoglio, non sono mai arrivate. E così è tutto fermo.