Economia

Meno tasse per chi produce di più

produttività

Il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare la prossima settimana il decreto per la detassazione del salario collegato alla produttività. È il decreto attuativo della norma prevista dall’ultima legge di Stabilità che stabilisce una tassazione agevolata al 10% dei cosiddetti premi di risultato. Lo scrive oggi Repubblica in un articolo a firma di Roberto Mania e il quotidiano pubblica anche una tabella con le elaborazioni della CGIA di Mestre. Il decreto stabilisce una tassazione agevolata al 10% dei cosiddetti premi di risultato. Totalmente esenti dalla tassazione — e questa è una novità — saranno i voucher che il lavoratore riceverà, in alternativa al premio retributivo, per servizi di welfare, dalla retta per l’asilo al pagamento della baby sitter. Il lavoratore potrà destinare il premio anche alla previdenza integrativa o alla sanità complementare. Per quest’anno sono stati stanziati 483 milioni di euro, 520 per il 2017 e anche per il 2018.

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Il nuovo regime dei premi di produttività (La Repubblica, 12 marzo 2016)

In Italia la «produttività totale dei fattori» è in calo (in media dello 0,3% l’anno) dalla fine del secolo scorso. È un caso praticamente unico, mentre cresce quasi ovunque nel resto d’Europa e ancora di più negli Stati Uniti. Questo è l’indicatore che riassume la ricchezza che si crea in un’ora di attività produttiva, una volta sommati tutti i fattori che vi contribuiscono: l’organizzazione e le regole del lavoro, le competenze, gli investimenti e la tecnologia, la burocrazia, l’apertura del mercato, le infrastrutture o le forniture energetiche. La «produttività totale dei fattori», più del debito o della crescita, è il termometro del sistema. E in Italia, caso quasi unico, va giù da 15 anni.