Opinioni

Primo aprile: il giorno in cui Marvin Gaye fu ucciso dal padre

Il primo aprile del 1984 Marvin Gaye fu ucciso dal padre con un colpo di pistola che lo raggiunse al fegato dopo una lite familiare. Marvin Pentz Gay Junior (la ‘e’ fu aggiunta nel cognome successivamente per motivi artistici), nato a Washington il 2 aprile del 1939, è stato uno dei più grandi cantanti dell’era moderna. Iniziò la carriera negli anni Sessanta con la famosa etichetta Motown, il suo primo numero uno fu I heard it through the Grapevine, anche se all’inizio della sua carriera fu presentato e lanciato come componente di duetti femminili, con Mary Wells, Kim Weston e Tammi Terrell, con cui formò una coppia nell’epoca d’oro dei duetti.

Dopo la morte di Tammi per un tumore al cervello (la donna era svenuta fra le braccia di Marvin durante un concerto) e un periodo di crisi pubblicò l’album What’s going on, che rappresentò una rottura rispetto ai lavori con la Motown, diventando uno dei più memorabili album di R&B di sempre.

Gli anni successivi, con il divorzio dalla moglie e qualche album non baciato dal successo del pubblico, furono più duri, anche a causa della sua dipendenza dalla cocaina. Poi arrivò il litigio con il padre che lo portò alla morte. Con il genitore il conflitto durava dall’infanzia, visto che il padre era un predicatore della chiesa pentecostale e fautore di un rigido codice morale, che voleva imporre ai figli. Tutto finì quel primo aprile, quando nella casa del padre, dove si era trasferito in un periodo buio della sua carriera nonostante il successo di Sexual Healing. Dopo una discussione degenerata in uno scontro fisico quella mattina, la madre Alberta si trovava nella stanza del figlio per cercare di calmarlo quando il padre entrò con un revolver e gli sparò per tre volte. Marvin mentre moriva disse al fratello: «Ho avuto quel che volevo, non avevo il coraggio di farlo io e l’ho fatto fare a lui».