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Il primario di un ospedale della provincia di Varese sospeso per omofobia

Secondo l’accusa e le testimonianze avrebbe pronunciato una serie di insulti omofobi nei confronti di un paziente durante un’operazione chirurgica

Un primario di un ospedale del Varesotto è stato sospeso per aver pronunciato una serie di insulti omofobi nei confronti di un paziente durante un’operazione chirurgica. La storia è stata raccontata da Enrico Rotondi del Tg3 Lombardia.  Il 25 marzo scorso l’uomo avrebbe inveito ripetutamente per l’omosessualità del paziente – sedato e sottoposto a intervento chirurgico – insultandolo ripetutamente e sostenendo di perdere tempo per doverlo curare. Le accuse sono contenute in un esposto inviato ai vertici dell’azienda ospedaliera da una persona presente con una lista di testimoni.

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Quando un altro medico gli ha chiesto se avesse qualcosa contro gli omosessuali il primario ha cominciato a inveire anche contro di lui chiedendogli di lasciare la sala. L’intervento si è concluso “con nervosismo e frettolosità”. L’esposto ha portato alla sospensione del primario, mentre l’ordine dei medici della provincia di Varese ha aperto un procedimento disciplinare nei confronti del medico sospeso. Secondo l’Arcigay l’uomo tra l’altro avrebbe detto: “Non è giusto che in questo periodo di emergenza io debba perdere tempo per operare questi f***”. Nell’esposto presentato da una persona presente all’intervento, letto dall’AGI, si legge che il 25 marzo, in piena emergenza Covid, il primario “durante l’intervento, cominciava a innervosirsi senza motivo apparente, nonostante il paziente reggesse bene l’anestesia generale, tanto da cominciare in modo gratuito e senza motivo a insultare il paziente che in quel momento era in anestesia profonda profferendo ad alta voce le parole: “Ma guardate se io devo operare questo frocio di merda (.). Non e’ giusto che in questo periodo di emergenza debba perdere tempo per operare questi froci”. “I presenti – si legge nell’esposto ai vertici della Asst Settelaghi, di cui fa parte l’ospedale, al Tribunale per i diritti del Malato di Varese e all’Ordine dei Medici – rimanevano stupefatti, attoniti da tanta violenza verbale”. Di fronte alla reazione di uno di loro che gli chiedeva se avesse qualcosa contro gli omosessuali, il primario lo avrebbe invitato a lasciare la sala operatoria. L’intervento si concludeva “con nervosismo e frettolosita'”, col medico che avrebbe reiterato i suoi insulti omofobi. “Vogliamo ringraziare chi ha effettuato l’esposto e non è rimasto indifferente davanti all’ennesimo intollerabile atto di omofobia” – dichiara Giovanni Boschini, presidente Arcigay Varese. “Al paziente coinvolto va tutta la nostra solidarietà”.

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