La macchina del funky

Primarie PD, i vip che votano Renzi, Emiliano e Orlando

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Le primarie del Partito Democratico che andranno in scena il 30 aprile sono anche l’occasione per gli endorsement dei vip. Dimmi chi voti alle primarie e ti dirò chi sei: racconta oggi Tommaso Ciriaco su Repubblica che tanti nomi prestigiosi si stanno schierando. Come ad esempio Al Bano Carrisi, che ha detto che voterà per Michele Emiliano, così come Mauro Corona ed Erri De Luca (che però non voterà) e l’attore Riccardo Scamarcio.

Orlando, invece, ha mobilitato quanti più vip possibile: Dario Vergassola e Gherardo Colombo, don Tonino Palmese e l’olimpionico di scherma Salvatore Sanzo. E ancora, Alberto Melloni, Luciano Violante, Fabrizio Barca e Gad Lerner, il tastierista dei Nomadi Beppe Carletti. Il Guardasigilli ha fatto presa anche tra i padri nobili. Non su Walter Veltroni, che ha scelto il silenzio, ma sui prodiani: stanno tutti con Orlando. Il Professore non parla, ma invita a pranzo proprio il Guardasigilli.
E che dire di Enrico Letta? Defenestrato dall’ex segretario, preferisce l’ex diessino: «Per la sua capacità di unire». È lunga, la lista dei delusi “celebri” del renzismo. Tra gli intellettuali, Emanuele Macaluso, che considera esaurita la spinta propulsiva del leader di Rignano. Come pure Giorgio Napolitano, amico e big sponsor del capo dei Giovani Turchi.

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Primarie PD, i vip schierati (La Repubblica, 26 aprile 2017)

Ma ci sono anche defezioni illustri (si fa per dire):

Uno su tutti, Jovanotti. Nel 2009 aveva sposato la causa di Dario Franceschini, nel 2012 quella di Renzi. Perdendo sempre, tanto da commentare: «Oh, io in politica non ne azzecco una». Stavolta, fanno sapere, è in piena fase creativa ed eviterà di schierarsi. E ancora, che fine hanno fatto gli endorsement di Sabrina Ferilli e Claudio Amendola, o di tante altre celebrità “in sonno”? La verità è che si è sfoltita soprattutto la nutrita pattuglia di renziani.
Del grande freddo con Alessandro Baricco si è scritto molto. Voterà Renzi il professor Arturo Parisi, regista dell’Ulivo. Basso profilo e silenzio da parte di Roberto Benigni, assai schierato per il Sì al referendum. Resiste al fianco del vecchio amico Oscar Farinetti: «Voterò per Matteo. La sua storia non finisce qui. Anche Churchill fu richiamato».