Economia

La pressione fiscale aumenta nel 2014

Aumenta la pressione fiscale nel 2014. Lo ha comunicato l’Istat spiegando che la pressione fiscale complessiva (ammontare delle imposte dirette, indirette, in conto capitale e dei contributi sociali in rapporto al Pil) è risultata pari al 43,5%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al 2013.
 
LA PRESSIONE FISCALE AUMENTA NEL 2014
Nel 2014 le entrate totali delle Amministrazioni pubbliche sono aumentate dello 0,6% rispetto all’anno precedente (+0,1% nel 2013). L’incidenza sul Pil e’ pari a 48,1%. Le entrate correnti hanno registrato una crescita dello 0,9%, risultando pari al 47,7% del Pil. In particolare, le imposte indirette sono aumentate del 3,3%, riflettendo prevalentemente l’incremento del gettito dell’Iva e l’introduzione della Tassa sui Servizi Indivisibili (Tasi). Le imposte dirette sono risultate in diminuzione dello 0,9%, per effetto della marcata riduzione dell’Ires, in parte compensata dalla moderata crescita delle imposte sostitutive. I contributi sociali effettivi hanno segnato un leggero incremento (+0,6%) rispetto al 2013 . Il deciso calo delle entrate in conto capitale (-21,3%) e’ da attribuire principalmente alla riduzione delle imposte in conto capitale, a causa del venir meno del versamento una tantum dell’imposta sostitutiva sul riallineamento dei valori contabili ai principi internazionali Ias.
 
LE USCITE TOTALI DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE
Nel 2014 le uscite totali delle Amministrazioni pubbliche sono cresciute dello 0,8% rispetto al 2013. In rapporto al Pil sono risultate pari al 51,1%. Al loro interno, le uscite correnti sono cresciute dello 0,7%. In particolare, i consumi intermedi sono aumentati dello 0,5%, mentre i redditi da lavoro dipendente sono diminuiti dello 0,6% (-0,7% nel 2013), per effetto della riduzione delle unita’ di lavoro delle Amministrazioni pubbliche e del permanere del blocco dei rinnovi contrattuali. Le prestazioni sociali in denaro sono aumentate del 2,7% (+2,6% nel 2013), a causa di un contenuto incremento delle prestazioni pensionistiche e di una consistente crescita delle prestazioni sociali di tipo assistenziale, in larga parte determinata dalla erogazione del Bonus da 80 euro. Gli interessi passivi sono diminuiti del 3,8% dopo la riduzione del 7,3% nel 2013. Nell’ambito delle uscite in conto capitale, gli investimenti fissi lordi (-5,3%) hanno confermato anche nel 2014 la tendenza alla riduzione osservata negli anni recenti. Il forte aumento delle altre uscite in conto capitale nel 2014 e’ dovuto alla contabilizzazione di alcuni crediti fiscali rimborsabili, registrati per l’intero ammontare nell’anno in cui si sono formati.
MA IL MEF NON CI STA
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze però non ci sta, e rilascia sul suo sito internet una dichiarazione che spiega l’effetto del conteggio degli 80 euro:

E’ opportuno ricordare a questo proposito che con il decreto legge 66/2014 il Governo ha deciso, a decorrere dal mese di maggio 2014, di alleggerire la pressione fiscale, in particolare riducendo il cosiddetto “cuneo fiscale”, cioè la differenza tra il costo sostenuto dal datore di lavoro e la retribuzione netta percepita dal lavoratore. L’intervento del Governo è stato formulato in modo semplice e chiaro, uguale per tutti i lavoratori con retribuzione non superiore a una soglia predeterminata: un bonus di 80 euro che riduce il peso dell’Irpef e aumenta il netto in busta paga.
Tuttavia, proprio in virtù di questa formulazione non progressiva ma chiara e semplice, le misure statistiche non classificano l’intervento come riduzione del peso fiscale ma come spesa sociale. Leggendo la misura in termini di effetto concreto per la retribuzione del lavoratore interessato, quindi meno tasse e più soldi in busta paga, la pressione fiscale potrebbe essere calcolata per il 2014 come segue:

pressione fiscale
E conclude così: «La pressione fiscale effettiva per il 2014 può essere quindi stimata nel 43,1% del PIL, in calo sia nei confronti del 43,4% del 2013 che del 43,5% del 2012».