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Pregliasco spiega perché il vaccino Novavax potrebbe convincere anche i no vax | VIDEO

Intervistato a Tagadà su La7, il virologo Fabrizio Pregliasco ha spiegato il funzionamento del nuovo vaccino Novavax e perché potrebbe convincere anche i no vax ad aderire alla campagna vaccinale

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Il nuovo vaccino di Novavax, approvato oggi dall’Ema, dovrebbe convincere anche i no vax spaventati dalle nuove tecnologie utilizzate per realizzare i preparati di Pfizer, Moderna, Johnson&Johnson e Astrazeneca ad aderire alla campagna di immunizzazione. Questo perché “utilizza la stessa tecnologia che produce il farmaco per il diabete, oppure per i vaccini per l’epatite B e il papilloma virus, che si somministrano da decenni”. A parlare è il professor Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università Statale di Milano e direttore Anpas, intervistato a Tagadà su La7. “In pratica – ha spiegato il medico – costringiamo un batterio, in cui inseriamo un pezzettino di dna in laboratorio, a produrre, oltre alle sue proteine, quella che ci interessa, la spike in questo caso”. La tecnica è la stessa utilizzata per produrre anche il vaccino contro il meningococco. “Non è un microchip col 5g e il grafene – scherza, e poi aggiunge – ci mettono un po’ di saponina, è un adiuvante fondamentale, mantiene nel punto di inoculo la spike per più tempo, attiva i linfociti, fa da espansore di questa risposta. C’è anche nel vaccino antinfluenzale”. Si tratta si “tecnologie e impianti industriali già usati”, anche se “lo stesso Rna lo conosciamo da vent’anni”.

Pregliasco spiega come funziona il vaccino Novavax

Il vaccino Novavax viene somministrato in due dosi a distanza di 21 giorni: i dati sono rilevati su varianti Alfa e Beta, “ma alcune informazioni – precisa Pregliasco – ci dicono che la terza dose innalza di 9 volte il titolo anticorpale”. Con queste armi il nuovo vaccino promette di costruire lo scudo anti-Covid. Funziona in questo modo: quando Nuvaxovid viene somministrato, il sistema immunitario identifica la proteina come estranea e produce difese naturali – anticorpi e cellule T – contro di essa. Se in seguito la persona vaccinata entra in contatto con il coronavirus Sars-CoV-2, il sistema immunitario riconosce la proteina Spike sul virus ed è pronto ad attaccarla. Gli anticorpi e le cellule immunitarie possono proteggere da Covid lavorando insieme per uccidere il virus, impedire il suo ingresso nelle cellule e distruggere le cellule infette.