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Sul palco con Salvini a Pontida anche Greta, la bambina di Bibbiano

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Sul palco con Matteo Salvini alla fine del discorso del leader della Lega a Pontida è comparsa, accompagnata dalla madre e chiamata a gran voce proprio dal Capitano, Greta, una delle bambine dell’inchiesta di Bibbiano che nel frattempo è tornata a vivere con la madre, presente anche lei alla manifestazione.

Sul palco con Salvini anche Greta, la bambina di Bibbiano

Il 23 luglio 2019 la prima sezione del tribunale ordinario di Parma ha deciso che due bambini che erano stati tolti al padre che aveva perso anche la potestà genitoriale dai servizi sociali della Val d’Enza fossero reinseriti in famiglia per tre ore due volte alla settimana; in base alla relazione del Ctu (consulenti tecnici d’ufficio) dovrebbero essere reintrodotte le regole stabilite dalla sentenza di separazione. Il giudice ha scritto nell’occasione che «il Tribunale per i minorenni aveva adottato il provvedimento sopraindicato sulla base di una ricostruzione gravemente falsata (delle condizioni dei minori e delle competenze genitoriali) da parte dei Servizi Sociali, i quali non avevano volutamente riferito fatti relativi alla madre, quali, ad esempio, un tentativo di suicidio della stessa e avevano stravolto i dati emergenti dalle osservazioni a danno del ricorrente (il padre; ndr)».

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In chiusura del comizio Salvini ha detto: “vedendo qua che ci sono dei bimbi, magari se sono ancora li’ e non si sono ancora addormentati, li invito a salire sul palco, perché oggi io vi chiedo di non mollare mai, nel nome dei vostri figli e dei vostri nipoti, e fra i bimbi- sottolinea- c’è anche Greta, se non sbaglio, una splendida ragazza coi capelli rossi che dopo un anno è stata restituita alla mamma”.

La Lega, Pontida e Bibbiano

Un’altra vicenda collegata all’inchiesta di Bibbiano venne raccontata il 24 luglio dal Corriere della Sera e riguardava una bambina che era stata affidata alla nonna; la bambina era nata dal nipote diciassettenne e dalla compagna di soli quattordici anni. I due ragazzi erano stati considerati dagli psicologi della Val D’enza troppo giovani e immaturi per crescere la propria figlia. La coppia – secondo quanto descritto dalle carte – si lasciò solo dopo tre anni dalla nascita della bambina. Per questo i servizi sociali decisero che la bambina doveva vivere dalla nonna. Fino a quando gli psicologi, stabilirono che neanche lì, la bimba, era al sicuro in base a un disegno che, secondo gli psicologi, suggeriva che la piccola avesse subito violenze sessuali. Un disegno che, secondo l’accusa, fu in realtà modificato da una psicoterapeuta dell’Ausl. La donna, sempre stando alle carte, avrebbe aggiunto due lunghe braccia alla bimba raffigurata, che andavano a toccare l’adulto in modo sospetto.

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Alla bambina venne chiesto più di una volta di raccontare se avesse subito violenze in famiglia. Ma la bimba ha sempre negato e, anche la visita ginecologica alla quale venne sottoposta, ha poi confermato la versione della minore. Alla fine la ragazzina è tornata a vivere dalla nonna insieme a suo padre. Intanto dal palco di Pontida la candidata della Lega alle regionali in Emilia Romagna Lucia Borgonzoni è tornata a parlare della questione politica: “Vogliamo la verità sugli orrori di Bibbiano! Non possiamo tollerare che qualcuno faccia calare il silenzio: le famiglie e i bambini meritano delle risposte. Com’è possibile che la Commissione di inchiesta sia guidata dal Pd? Scandaloso!”. In realtà nessuno ha ancora deciso chi sia il presidente della Commissione annunciata.

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