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Perché è crollato il ponte sull'autostrada A14 a Ancona?

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Nessun cedimento strutturale per il ponte 167 che ieri è crollato sull’autostrada A14 nei pressi di Ancona all’altezza di Camerano. Per il crollo che ieri è costato la vita a due persone mentre tre operai della Delabech sono rimasti feriti  La pm di Ancona, Irene Bilotta, indaga per omicidio colposo plurimo (ma potrebbe presto aggiungersi l’ipotesi del disastro colposo) e sembra convinta ci sia stato «un errore umano».

Perché è crollato il ponte sull’autostrada A14 a Ancona?

Delabech stava lavorando in subappalto per il ponte di Camerano per conto della Pavimental, società controllata da Autostrade/Atlantia: 800 mila euro di appalto, con lavori iniziati nel maggio 2016 e da terminare, secondo cronoprogramma, nel settembre 2017. A determinare il crollo, scrive oggi Fabrizio Caccia sul Corriere della Sera, sarebbe stato il cedimento delle «pile provvisorie», i sostegni momentanei creati per appoggiarvi sopra i martinetti utilizzati per sollevare il cavalcavia. Un lavoro, questo, dovuto alla necessità di ripristinare la distanza terra-cielo (5,20 metri) prevista dalle norme, distanza che però dopo l’allargamento dell’autostrada (da 2 a 3 corsie) era diminuita di 30-40 centimetri per l’innalzamento del piano autostradale. I martinetti potrebbero essere andati in tilt facendo inclinare il ponte che poi è piombato a terra.
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Fabio Tonacci su Repubblica invece segnala che cadendo sull’autostrada, il ponte ha compiuto una leggera rotazione, come se una delle due estremità perdendo l’appoggio fosse scivolata da una parte:

Intorno alle 13.50 sul cantiere c’erano almeno cinque operai della Delabech. Con loro anche l’ingegnere responsabile. Hanno raccontato che erano appena tornati dalla pausa pranzo e che il sollevamento del cavalcavia, con l’inserimento delle lastre di acciaio, era terminato senza problemi alle 11.30. Se così fosse, si potrebbe escludere la rottura di uno dei martinetti idraulici perché in quella fase smettono di essere in tensione. A meno che a sgretolarsi non sia stato il cemento della trave.
Nella tarda serata di ieri un comunicato stampa di Autostrade per l’Italia, che si definisce parte lesa nel procedimento penale, consegna una prima versione: «È un tragico incidente non prevedibile, determinato dal cedimento delle pile provvisorie. Non si tratta del cedimento strutturale del cavalcavia». Rottura di una o più lastre di acciaio, dunque. Causata forse da materiali scadenti oppure dall’errore umano nella posa. «Anche il progetto potrebbe essere stato fatto male», ragiona un investigatore della Stradale.

Il ponte 167 di Camerano

Il sindaco di Castelfidardo, Roberto Ascani, ieri si è chiesto perché «non si capisce proprio perché il cavalcavia fosse chiuso e l’autostrada sottostante no. Per questioni di sicurezza sarebbe stato meglio bloccare il traffico anche di sotto». In realtà quello di ieri è un lavoro quasi di routine e altri dieci cavalcavia sono stati sopraelevati per lavori nei mesi precedenti. Il ministro Delrio ha firmato il decreto di nomina della commissione ispettiva di esperti del dicastero per verificare e analizzare quanto accaduto oggi. Che, secondo Autostrade per l’Italia “è un tragico incidente non prevedibile, determinato dal cedimento di pile provvisorie su lavori di innalzamento del cavalcavia necessari per ripristinare l’altezza dell’opera rispetto al nuovo livello del piano autostradale, dopo l’allargamento dell’autostrada a tre corsie. Non si tratta dunque del cedimento strutturale”.

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I precedenti dei crolli di ponti su autostrade (La Repubblica, 10 marzo 2017)

Il pm di Ancona Irene Bilotta, che si occupa dell’inchiesta del crollo del ponte sull’A14, ha autorizzato la demolizione del troncone caduto, per consentire la riapertura dell’autostrada dopo la messa in sicurezza dell’area, che resta comunque sotto sequestro. Il pm affiderà poi il compito di fare tutti gli accertamenti tecnici a un ingegnere docente universitario. Autostrade per l’Italia intanto “ritiene opportuno precisare che quanto accaduto oggi sul cavalcavia dell’A14 all’altezza di Camerano è un tragico incidente non prevedibile, determinato dal cedimento di pile provvisorie su lavori di innalzamento del cavalcavia necessari per ripristinare l’altezza dell’opera rispetto al nuovo livello del piano autostradale, dopo l’allargamento dell’autostrada a 3 corsie. Non si tratta dunque del cedimento strutturale del cavalcavia”. Autostrade per l’Italia assicura, quindi, “la piena sicurezza e stabilità strutturale dei cavalcavia della propria rete, che sono costantemente monitorati e controllati”. Attualmente “l’A14 è interessata su entrambe le carreggiate da 2 chilometri circa di incolonnamento in scorrimento”.