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Due poliziotti feriti alla testa durante la manifestazione dei ristoratori a Roma | VIDEO

Gli uomini sono stati colpiti da bottiglie di vetro lanciate da qualche manifestante durante gli scontri con le forze dell’ordine

Le transenne buttate per terra, le urla, le bottiglie di vetro lanciate. Sta succedendo questo davanti a Montecitorio durante la protesta dei ristoratori organizzata in tutta Italia da alcune delle categorie che più stanno risentendo della crisi legata al covid. Tra questi, a Roma, sono arrivati anche alcuni fan di Gianluigi Paragone, di Sgarbi e di Casapound. Ciò che è certo è che lì son presenti molti dei ristoratori #ioapro, che stanno più agitandola piazza. Tanto che una di queste bottiglie di vetro lanciata da loro verso le forze dell’ordine ha colpito in pieno la testa di un poliziotto, che era senza casco (perché lì in borghese) ed è rimasto ferito. La scena si vede nella diretta di Tagadà, la striscia quotidiana di La 7. Ma il poliziotto ferito alla testa non è l’unico a essere stato colpito. Poco prima infatti un suo collega, sempre raggiunto da un oggetto lanciato dai manifestanti, ha riportato un taglio al sopracciglio: l’agente ha ricevuto una prima medicazione a Palazzo Chigi, sede del governo, ora verrà però portato in ospedale per un controllo più accurato.

“La nostra non è una minaccia ma voglia di riprendere a fare quello per cui siamo nati, ossia lavorare. Il diritto al lavoro è sancito dalla nostra Costituzione. Non riusciamo ancora a capire con quale criterio hanno stabilito le attività essenziali e quelle non”, ha detto un ristoratore. E poi un alto ha urlato: “Vogliamo solo lavorare, non chiediamo altro”. E le grida dei manifestanti che non intendono lasciare la piazza. “Rimanete tutti qua, prima o poi qualcuno dovrà riceverci”.

Si è espresso anche Michele Andreuccetti, segretario nazionale di Confeventi, Federazione Italiana Organizzatori Eventi, tra i promotori della mobilitazione nazionale degli ambulanti, che sta condannando gli scontri: “Non sono d’accordo con operazioni di questo genere, non possiamo associarci alla violenza ma la gente è disperata dopo un anno di incertezze, di promesse non mantenute, di ristori mai arrivati. In piazza ci sono ristoratori, ambulanti e gente che non può lavorare e si chiede perché all’interno della grande distribuzione, luoghi al chiuso, si possa lavorare e all’esterno no. Questa violenza è fatta di infiltrazioni a volte anche di soggetti che poco hanno a che fare con le nostre richieste – spiega Andreuccetti -. La rabbia la posso capire ma quello che ho visto a Roma è tutto tranne quello, temo sempre le infiltrazioni di gente che rovina il lavoro di mesi”.