La macchina del funky

Podemos: il partito contro l'austerità primo in Spagna

Effetto Syriza e referendum greco. Anche in Spagna, paese colpito dagli effetti dell’austerità, Podemos, il partito che la combatte, è primo. A pari merito con socialisti e popolari, secondo un sondaggio pubblicato da El pais e ripreso oggi dal Fatto Quotidiano:

Un sondaggio dell’istituto Metroscopia per El Pais dà Podemos, a quattro mesi dalle politiche di novembre, in “pareggio tecnico” con i due grandi partiti tradizionali spagnoli, il Pp del premier Mariano Rajoy e il Psoe dello sfidante Pedro Gomez. I tre candidati premier sono testa a testa: Rajoy al 23%, Gomez al 22,5%, Iglesias al 21,5%. E poco dietro c’è l’altro partito, Ciudadanos, di Albert Rivera, oggi il politico più popolare del paese.
La notizia in parte non sorprendente vista la vicinanza delle posizioni di Podemos con Syriza. A riprova di questo, Iglesias ha modificato la foto del suo profilo Twitter pubblicando quella che lo ritrae abbracciato ad AlexisTsipras. E la Spagna, nel dibattitopolitico europeo, viene additata comela nazione che, dopo la Grecia, potrebbefinire nelle mire della Troika odei diktat di Bruxelles. Se i sondaggi dovessero essere confermati dal voto il prossimo governo spagnolo sarebbe di coalizione. La partita è tutta aperta.

Come la pensa Pablo Iglesias? Uno squarcio del suo pensiero lo possiamo ascoltare nell’intervista rilasciata qualche tempo fa a Piazzapulita. Quanto prende di stipendio un europarlamentare di Podemos? «Può guadagnare un massimo di tre volte il salario minimo spagnolo, ovvero 1930 euro al mese per 14 paghe. Il resto va donato al partito oppure a ONG o movimenti sociali», risponde lui a Piazzapulita. E poi: «In Spagna uno spagnolo su quattro è povero, siamo il terzo paese al mondo per malnutrizione infantile, i nostri giovani devono emigrare. Intanto il numero di milionari è cresciuto, allo stesso tempo: e ci sono spagnoli che sono poveri anche se hanno un lavoro: se questo è il risultato delle misure della trojka nel nostro paese…», aggiunge quando gli chiedono dell’intervento dell’FMI in Spagna. «Io non voglio per il mio paese un futuro di camerieri per i turisti tedeschi, e un governo che deve chiedergli il permesso o le istruzioni per fare qualcosa. Questa è la situazione in Spagna e questa è la situazione anche in Italia», aggiunge riguardo la politica europea. E Renzi? «C’è una grande differenza tra quello che dice e quello che fa. Ha criticato l’austerity ma poi ha fatto una trattativa con i suoi sostenitori per scegliere il presidente e i commissari europei, eleggendo alla fine Juncker che è finito nello scandalo Luxleaks. Ha tante cose da spiegare, Renzi. La politica non è solo marketing. La riforma dell’articolo 18 secondo me è una cosa molto vecchia, anche se lui vuole farsi passare per nuovo. Come è vecchia la trattativa con Berlusconi. Dopo otto mesi sembra un politico vecchio come gli altri, anche se ha una faccia più giovane».