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Pnrr, adesso Meloni se la prende con Draghi: "Se qualcosa mancasse non sarà colpa nostra"

Asia Buconi|

meloni pnrr

Nelle ultime settimane, il dossier principale e di massima urgenza di cui la Premier Meloni e il suo esecutivo si stanno occupando, oltre alla legge di bilancio, è il Pnrr, l’eredità politica più spinosa lasciata dall’ex inquilino di Palazzo Chigi Mario Draghi.

E in un vero e proprio moto di scaricabarile, tipico di ogni buon nuovo Presidente del Consiglio che si rispetti, ieri la leader di FdI non ha risparmiato pungenti critiche alla precedente draghiana amministrazione. D’altronde, Meloni sa bene quanto l’Italia sia in ritardo sui progetti accordati con l’Ue e quanto il rischio di non incassare interamente la prossima parte di aiuti sia concreto.

“Dei 55 obbiettivi da centrare entro fine anno, a noi ne sono stati lasciati trenta”, ovvero più della metà, ha sentenziato Meloni a Repubblica. “Io – ha continuato la Premier – non voglio parlare male di chi ha ricoperto la carica fino a poche settimane fa. Non mi permetterei mai, sono al servizio delle istituzioni. Però, anche qui, parto da un dato incontrovertibile, non sto cercando delle scuse preventive se falliremo sul Pnrr e sciuperemo miliardi. Una cosa sia chiara. Fitto sta lavorando bene, sono fiduciosa che recupereremo, tuttavia se qualcosa mancasse all’appello non sarà colpa nostra”.

Meloni: “Nel 2023 più celere e fluida la capacità di utilizzo dei fondi del Pnrr. Orgogliosa della Manovra”

Insomma, la Presidente del Consiglio ha messo (neanche troppo velatamente) le mani avanti, informando i cittadini della molto realistica eventualità che l’Italia non riesca ad incassare tutti i fondi di Bruxelles. “Nel 2023 bisognerà cambiare e rendere più celere e fluida la capacità di utilizzo dei fondi, Raffaele Fitto (ministro degli Affari europei, ndr) ha fatto suonare la sveglia a tutti i centri spesa”, ha comunque rassicurato Meloni.

Poi, l’altra “patata bollente” per la Premier, ovvero la Manovra. Meloni si dice convinta di poter “evitare l’esercizio provvisorio di bilancio”, anche se la missione di fare in fretta ed evitare gli emendamenti della maggioranza è più che complessa. “Siamo pronti a lavorare anche nei giorni di festa, non era scontato mettere su una Manovra così complessa nel giro di qualche settimana e sono orgogliosa del risultato. La gran parte delle risorse disponibili saranno usate per alleviare i contribuenti italiani alle prese con il caro bollette”, ha concluso Meloni.

Il silenzio di Draghi e la replica di Gelmini alle parole di Meloni sul Pnrr

E se l’ex Presidente del Consiglio Mario Draghi ha mantenuto un rigoroso silenzio non replicando a Meloni sulle accuse relative al Pnrr, a prendere le “veci” dell’ex numero uno della Bce è stata una ministra del suo Governo, Mariastella Gelmini. L’attuale vicesegretaria di Azione ha detto: “Quello di Meloni è un tentativo maldestro di scaricare la responsabilità. Le risorse trasferite da Bruxelles a Roma ammontano a oltre 66 miliardi di euro e questo vuol dire che abbiamo rispettato i tempi e raggiunto il target”.

Poi, sul nodo dei 55 obiettivi da raggiungere, Gelmini ha concluso: “Il Governo completi il lavoro iniziato. La Premier non ha uno straccio di idea e ora cerca alibi. Se Draghi si è fermato è perché gli alleati di Meloni lo hanno fatto cadere”.