Economia

Le plusvalenze anomale sulle banche popolari

Due piccole operazioni sulla Banca Popolare dell’Etruria, la banca ai cui vertici siede il padre del ministro Maria Elena Boschi e di recente commissariata da Bankitalia per motivi diversi rispetto a quelli per cui è sotto inchiesta nella Consob. Profitti minimi, per 2500 e 10mila euro, ma che oggi sono sotto la lente dell’autorità di controllo della Borsa, che sta indagando anche su operazioni ben più sostanziose arrivate a ridosso della presentazione del decreto legge sulle banche popolari del governo Renzi. In particolare ballano 1,4 milioni di euro sulla Popolare di Milano e due operazioni da 3,5 milioni e da un milione sul Banco Popolare, insieme ai 760mila su UBI Banca. Tutte operazioni arrivate tra il 2 e il 16 gennaio. Lo schema riassuntivo delle plusvalenze anomale sulle banche popolari in questo grafico di Repubblica:

banche popolari plusvalenze
Le plusvalenze anomale sulle Banche Popolari (Repubblica, 13 febbraio 2015)

Da segnalare che in un comunicato ieri Algebris ha spiegato di non avere comprato alcun titolo di banche popolari italiane dal 1 al 19 gennaio e che l’unica operazione è stata una dismissione di 5,2 milioni di azioni del Banco Popolare realizzando una perdita. La società precisa poi di non aver mai fatto investimenti nella Popolare dell’Etruria e del Lazio. Algebris Investments afferma di fare la dichiarazione sui propri investimenti nelle banche popolari “al fine di evitare pericolose quanto sommarie strumentalizzazioni”. La società guidata da Davide Serra chiarisce così, oltre di non aver effettuato acquisti sulle popolari tra l’1 e il 19 gennaio, che l’unica operazione di rilievo realizzata in tale periodo per conto dei propri fondi e mandati di gestione è stata la dismissione di 5,2 milioni del Banco Popolare a un prezzo medio di 9,72 euro. Tali azioni erano state acquistate nel 2014, durante l’aumento di capitale del Banco Popolare, segnala quindi Algebris, a un prezzo medio di 13,76 euro, e la cessione è stata effettuata dunque realizzando una perdita. Il periodo indicato da Algebris è quello precedente al dl sulla riforma delle popolari arrivato in Cdm il 20 gennaio, anche se le prime indiscrezioni erano trapelate già venerdì 16 a mercati chiusi. Quanto alla Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, “mai nella storia di Algebris, sin dal 1 Ottobre 2006, è stato fatto alcun investimento (sia azionario sia in debito subordinato) nel capitale” dell’istituto, viene chiarito. Algebris segnala infine di essere “assolutamente disponibile a collaborare con le autorità di vigilanza italiane nelle quali ripone piena fiducia, con la certezza che verrà fatta chiarezza sulla correttezza della propria attività”.