La macchina del funky

Pippi Mellone: il sindaco fasciocomunista che invita a votare Emiliano alle primarie

michele emiliano xylella 2

Nel Partito Democratico pugliese scoppia il caso Pippi Mellone. Il sindaco di Nardò ha infatti invitato in un messaggio su Whatsapp a votare Michele Emiliano alle primarie del Partito Democratico. Un semplice invito che però in un partito sull’orlo di una crisi di nervi non poteva non far scoppiare un caso. Racconta oggi la Repubblica Bari:

Tutto parte da un messaggio su WhatsApp che il primo cittadino “fasciocomunista” (come viene ormai additato il sindaco Pippi Mellone per la sua vicinanza ad ambienti di CasaPound e il sostegno ricevuto in campagna elettorale da liste di destra) invia ai suoi contatti e nel quale il sindaco esprime uno sfacciato appoggio nei confronti di Emiliano alle primarie: “Ti chiedo di votare e sostenere con forza la candidatura di Michele Emiliano alla segreteria”.
Quindi il caloroso appello al voto nel paese in cui Emiliano ha subito una sonora sconfitta alle convenzioni, cioè nel voto fra gli iscritti al Pd: “Michele può e deve essere il nostro! Dai, dai, dai!!! Pippi Mellone”.

pippi mellone
Il messaggio provoca un vero e proprio sommovimento nel partito a meno di dieci giorni dalle primarie:

A dare fuoco alle polveri è il deputato salentino Fritz Massa, che decide di pubblicare il messaggio di Mellone sul suo profilo Facebook: “Ma davvero – commenta l’avvocato, grande amico di Massimo D’Alema e ora sostenitore convinto di Andrea Orlando alle primarie – si può pensare di rinnovare la sinistra insieme alla destra?”. A rincarare la dose ci pensa l’altro salentino Sergio Blasi: “Il punto più basso che la politica ha raggiunto in questa regione” attacca il consigliere regionale dem.
Anche la renzianissima Teresa Bellanova affonda il colpo: “Condotta, discarica, ospedale, parco – scrive la viceministra allo Sviluppo economico – mi sento minacciata e offesa da queste parole”. Lo stesso Mellone in serata torna sull’argomento: «Ho diritto o no di rivolgermi a una parte significativa del mio elettorato? Dov’è lo scandalo?».