Economia

Il PIL dell'Italia e quello degli altri

roberto codogno ministero economia

Ieri l’ISTAT ha pubblicato le stime del prodotto interno lordo per il primo trimestre 2016: Nei primi tre mesi dell’anno l’economia italiana è cresciuta dello 0,3% rispetto agli ultimi tre mesi dell’anno scorso e dell’1% nel confronto annuale. Una crescita inferiore alle stime e alle attese del governo per il 2016 ma comunque la variazione congiunturale è stata trainata da un aumento del valore aggiunto nei settori dell’industria e dei servizi a fronte di una calo di quello dell’agricoltura. I contributi positivi dal lato della domanda sono arrivati invece dalla componente nazionale (al lordo delle scorte) mentre ha pesato in negativo la componente estera netta. Il Sole 24 Ore però segnala che la crescita dell’economia italiana resta ancora al di sotto di quella dell’Eurozona:

dati diffusi ieri sono corretti per gli effetti di calendario e destagionalizzati: il primo trimestre dell’anno aveva 2 giorni lavorativi in più dell’ultimo del 2015 e lo stesso numero di giorni lavorativi del primo trimestre 2015, quando la crescita misurata (e successivamente confermata) fu invece dello 0,4 per cento. Il dato di ieri conferma, per usare le parole del presidente dell’Istat, Giorgio Alleva, che «è in corso un rafforzamento della crescita economica di fondo». Alleva lo disse il 9 aprile a Montecitorio, durante l’audizione sul Def. E in quella sede, citando sia le dinamiche dell’indicatore anticipatore sia il modello di previsione a breve termine Istat, anticipò l’attesa per una crescita dello 0,3% nel primo trimestre (che oggi viene confermata) destinata a proseguire con un ritmo simile fino a giugno.
Per centrare l’obiettivo del Governo di una variazione in termini reali dell’1,2% a fine anno, aveva infine aggiunto Alleva, servirà una crescita più robusta negli ultimi due trimestri dell’anno. La dimensione della crescita dell’economia italiana resta ancora al di sotto di quello dell’Eurozona, che nel primo trimestre è aumentata dello 0,5% in termini congiunturali e dell’1,5% tendenziali. E siamo molto distanti dal +0,7% registrato dalla locomotiva tedesca o al +0,5% della Francia. Mentre il “sorpasso” congiunturale sugli Usa, che hanno registrato un +0,1% nei primi tre mesi, va letto tenendo conto che gli States sono arrivati all’ottantatreesimo mese consecutivo di espansione e che il loro precedente ciclo espansivo durò 85 mesi e s’interruppe bruscamente nel 2007.

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Il PIL dell’Italia e quello degli altri paesi europei a confronto (Il Sole 24 Ore, 14 maggio 2016)