Politica

Pierluigi Bersani: "Giorgia Meloni sta attraversando a nuoto il mare che c’è tra il dire e il fare"

Asia Buconi|

pierluigi bersani

Pierluigi Bersani non ha dubbi: dopo i risultati deludenti delle elezioni politiche, adesso per il Pd è arrivato il momento di una svolta. L’ex segretario dem e oggi membro di Articolo 1 in un’intervista per il Corriere della Sera ha espresso un parere sul dibattito interno al Pd, sullo scioglimento e sul cambio di nome del partito e ha detto: “Deciderà il Pd un percorso. Se c’è da dare un contributo di discussione noi ci saremo, non siamo mai andati via dall’idea di una sinistra di governo. Ma è chiaro che la prima domanda nostra sarà ‘alla fine del percorso c’è un partito nuovo o si montano i gazebo per scegliere il capitano?’. Questo è decisivo. Basta primarie. Il dilemma non è sciogliere o non sciogliere, è allargare, è l’esigenza di un profilo, di un collegamento con il tema del lavoro, di una forma partito adeguata. Io lo chiamo un partito nuovo”.

Poi, sulla sfida tra Bonaccini ed Elly Schlein per la leadership del partito, Bersani ha spiegato: “Non tocca certo a me dirlo, per me un partito nuovo il leader lo fa dopo che ha discusso e deciso una linea, che questo leader sia in grado di rappresentare”. E, sul rapporto da instaurare con i 5 stelle in futuro, l’ex segretario dem ha affermato: “Hanno mostrato sensibilità su temi acuti come povertà, ambiente, diritti, sobrietà della politica. Temi utili alla definizione di un campo progressista, ma che non toccano le strutture della uguaglianza da riprogettare: diritti e dignità del lavoro, fiscalità progressiva, welfare universalistico, politiche industriali e ambientali su cui da decenni la sinistra ha il know how e che non possono essere delegate ad altri”.

Pierluigi Bersani su Giorgia Meloni: “Sta attraversando a nuoto il mare che c’è tra il dire e il fare. Adesso ha a che fare solo con problemini”

Nell’intervista per il Corriere, Pierluigi Bersani ha ribadito quanto detto nel corso di tutta la campagna elettorale: Il Pd ha sbagliato strategia fin da subito. “Il problema nostro è costruire un progetto alternativo, che non si è presentato a queste elezioni. Bisognava dal giorno dopo del governo Conte II lavorare in altro modo, stringere i bulloni di un campo progressista”. E sulla premier in pectore Giorgia Meloni, che a Palazzo Chigi si troverà a gestire dossier delicatissimi come quello del caro energia, Bersani ha detto:

Credo che anche Meloni si renda conto che il modo di difendere gli interessi italiani è costruire una solidarietà europea, perché qualche Paese ha i soldi e noi abbiamo i debiti. Su questa prima sfida si vede subito che tipo di governo e di opposizione avremo. Serviranno soldi, tanti. E poiché noi diciamo no ai condoni e al debito, non resta che prenderli dove sono.

Giorgia Meloni sta attraversando a nuoto il mare che c’è tra il dire e il fare. Nuoterà, magari ci arriva. Adesso ha a che fare con dei problemini e cerca di dare qualche colpo dal lato del politicamente corretto. Finita la traversata, se la destra è quella dei condoni, del rilassamento fiscale e del regalo alle corporazioni si troverà davanti a dei guai molto seri. Poi, andando avanti, immagino che vorranno mettere mano ad alcune loro bandiere, tipo toccare la Costituzione.

Ma secondo Bersani un modo per uscire dall’emergenza esiste per l’Italia. L’ex segretario dem ha concluso: “Io penso che bisogna tirar su 20 o 30 miliardi dagli extraprofitti di quanti, tra Covid, armi ed energia, di soldi ne hanno fatti molti. E se non bastano, da una progressività delle patrimoniali che ci sono già. O ancora, da un contributo di solidarietà dei redditi più alti. Altrimenti non restano che i condoni e il debito”.