Economia

European Recovery Plan: il piano per il Recovery Fund

Il piano europeo per la ripresa (European Recovery Plan) all’interno del bilancio Ue 2021-2027 metterà sul tavolo 1850 miliardi per sostenere la ripresa dell’economia. L’Italia dovrebbe poter beneficiare di 172,7 miliardi di euro tra stanziamenti e prestiti di cui 81,8 miliardi come stanziamenti e 90,9 miliardi come prestiti

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Il piano europeo per la ripresa (European Recovery Plan) all’interno del bilancio Ue 2021-2027 metterà sul tavolo 1850 miliardi per sostenere la ripresa dell’economia. Lo indica la Commissione europea che ha approvato le proposte per il Recovery Fund e per il bilancio pluriennale della Ue. Lo strumento per la ripresa varrà 750 miliardi di euro. La Commissione emetterà bond per 750 miliardi: le risorse raccolte sul mercato saranno ripartite in 500 miliardi per sovvenzioni e 250 in prestiti agli Stati. La proposta dovrà essere esaminata e approvata il 18 e 19 giugno dal Consiglio Europeo.

European Recovery Plan: il piano per il Recovery Fund

Le risorse saranno canalizzate attraverso i programmi Ue e ripagati nel lungo periodo via i bilanci futuri della Ue non prima del 2028 e non dopo il 2058. Per questo la Commissione propone una serie di nuove entrate proprie e per usare i nuovi strumenti già nel 2020 propone di emendare l’attuale quadro finanziario Ue per avere disponibilita’ di 11,5 miliardi di finanziamenti. Il debito così emesso dovrà essere rimborsato tra il 2028 e il 2058, attraverso il bilancio comune post 2027. Per reperire risorse Bruxelles propone di includere nuove risorse da tasse sulle emissioni, sulle grandi multinazionali, sulla plastica e web tax. L’Italia dovrebbe poter beneficiare di 172,7 miliardi di euro tra stanziamenti e prestiti di cui 81,8 miliardi come stanziamenti e 90,9 miliardi come prestiti. Segue l’Italia la Spagna, con un totale di 140,4 miliardi, divisi tra 77,3 miliardi di aiuti e 63,1 miliardi di prestiti.

Terza in ordine di grandezza per la quota proposta per singolo Paese è la Polonia, con 63,8 miliardi di euro, di cui 37,693 di aiuti e 26,146 di prestiti. Per la Francia sono previsti 38,7 miliardi, mentre per la Germania 28,8, in entrambe i casi solo di aiuti a fondo perduto. Questi fondi – evidenziano le fonti – sono quelli pre-allocati per l’iniziativa battezzata dalla Commissione ‘Next Generation Ue’ e si potranno poi combinare con altri programmi. Negli aiuti a fondo perduto sono compresi quattro strumenti: React Eu, RRF, Just transition fund e Rural Development. La proposta della Commissione prevede aiuti a fondo perduto anche ai Paesi cosiddetti ‘frugali’: alla Danimarca andrebbero 2,156 miliardi, all’Olanda 6,751, alla Finlandia 3,460 e all’Austria 4,043.

I vincoli della Recovery and Resilience Facility

La Recovery and Resilience Facility (Rrf), anima e cuore del primo pilastro del Recovery Plan che mira a “sostenere gli investimenti e le riforme essenziali per una ripresa duratura” dell’economia Ue, avrà, nella proposta della Commissione Europea, un budget di “560 mld di euro”, dei quali fino a 310 mld saranno trasferimenti e fino a 250 mld in prestiti. Lo scrive la Commissione, in una delle comunicazioni approvate oggi dal collegio dei commissari. La Rrf sarà “solidamente inscritta nel semestre europeo”. Gli Stati membri “prepareranno piani nazionali di ripresa e resilienza come parte dei loro programmi nazionali di riforma. Questi piani delineeranno le priorità in termini di investimento e di riforme e i relativi pacchetti di investimenti da finanziare attraverso la Rrf, con un sostegno che verrà rilasciato a rate, a seconda dei progressi fatti e sulla base di parametri predefiniti”.

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Stamattina La Stampa scriveva che Bruxelles chiederà agli Stati di «rendere le proprie economie più resilienti e meglio preparate per il futuro». Una traccia dei possibili interventi utili a chiedere l’accesso i fondi può essere ricercata nelle raccomandazioni Ue pubblicate la scorsa settimana.

Bruxelles – tra le altre cose – chiede a Roma di rafforzare il proprio sistema sanitario, ma anche di «migliorare l’efficienza del sistema giudiziario e il funzionamento della pubblica amministrazione». La riforma della PA per semplificare la burocrazia potrebbe dunque essere un motivo valido per chiedere i fondi, così come la riforma del Fisco, dato che l’Ue chiede da sempre di mettere ordine nella giungla delle «tax expenditures».

E infatti stamattina Giuseppe Conte in una lettera al Corriere della Sera e al Fatto aveva elencato sette proposte di spesa per i soldi.

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