Economia

La BCE boccia il piano di Carige

banca carige

La BCE ha comunicato a Carige “di non approvare” il piano di conservazione del capitale presentato dalla banca il 22 giugno. Nessuna delle misure di riduzione del rischi “è stata eseguita entro la tempistica iniziale e il Piano di conservazione del capitale aggiornato ne ha rinviato la prevista esecuzione di un trimestre”. Carige dice di aver nel semestre “dato inizio al percorso volto, da un lato, all’emissione di strumenti di capitale di classe 2 (bond subordinato) e dall’altro, alla cessione di asset non strategici”.

La BCE boccia il piano di Carige

Banca Carige comunica che in data 20 luglio 2018 la Bce ha notificato un progetto di decisione che prevede che la stessa Carige “convochi un’assemblea degli azionisti allo scopo di procedere alla nomina di un nuovo presidente del consiglio di amministrazione al piu’ tardi entro il 30 settembre 2018”. La Bce ha anche notificato “di non approvare il piano di conservazione del capitale (capital conservation plan, CCP) presentato dal Soggetto vigilato il 22 giugno 2018″ e “che il Soggetto vigilato presenti alla BCE al più tardi entro il 30 novembre 2018, un piano approvato dal consiglio di amministrazione per ripristinare e assicurare in modo sostenibile l’osservanza dei requisiti patrimoniali al più tardi entro il 31 dicembre 2018. Tale piano dovrebbe valutare tutte le opzioni, ivi inclusa un’aggregazione aziendale.”. Carige “nel riservarsi ogni valutazione e determinazione in sede di consiglio di amministrazione, conferma che rispetterà ogni legittima tempistica indicata da BCE, pur sottolineando che ovviamente sarà cura della Banca stessa presentare le proprie osservazioni sull’intero progetto di decisione predisposto da BCE”.

apollo carige

Piu’ nel dettaglio Carige fa sapere la richiesta della Bce di nominare un nuovo presidente deriva dalla valutazione che “una struttura di governo pienamente funzionante e’ particolarmente cruciale in questo momento, alla luce della sostanziale trasformazione strategica del Soggetto vigilato necessaria per assicurare l’osservanza dei requisiti di vigilanza in modo sostenibile.” e “che “il governo societario del Soggetto vigilato non e’ pienamente funzionante e rappresenta una concreta fonte di rischio reputazionale e operativo. Il funzionamento del consiglio di amministrazione ha risentito nel tempo di un elevato tasso di avvicendamento; dal 2014 la gestione esecutiva del Soggetto vigilato e’ stata affidata a tre diversi 1 amministratori delegati (AD). Dei quindici membri che erano originariamente parte dell’attuale consiglio di amministrazione, nominato a marzo 2016, dieci hanno rassegnato le proprie dimissioni, principalmente a causa di divergenze interne tra gli amministratori del Soggetto vigilato e i rappresentanti degli azionisti principali. La BCE ha adottato diverse misure per sottolineare l’importanza di un consiglio di amministrazione correttamente funzionante e incoraggiare il Soggetto vigilato ad attivarsi al riguardo.”. .

Le dimissioni di Tesauro

“Cio’ nondimeno, a seguito delle recenti dimissioni del signor Giuseppe Tesauro, il consiglio di amministrazione non ha deciso prontamente in merito a una tempistica per la nomina di un nuovo presidente” e “In base alla valutazione della BCE, nell’attuale contesto una leadership forte e’ particolarmente importante per superare le divergenze esistenti e far si’ che il consiglio di amministrazione si allinei alle decisioni strategiche necessarie. Cio’ e’ altresi’ fondamentale per facilitare la rapida approvazione di misure di mitigazione nel caso dovessero concretizzarsi rischi di esecuzione”. A questo riguardo, la Banca conferma quanto gia’ comunicato oralmente alla Bce nel corso di precedenti colloqui, nel senso che la convocazione di una Assemblea per la nomina del nuovo Presidente sara’ all’ordine del giorno, nel pieno rispetto dei termini di legge, del prossimo consiglio di amministrazione in calendario per il giorno 3 Agosto.

Genova – via XXV Aprile – sede centrale palazzo Banca Carige

La BCE ha inoltre considerato che: “Nel Piano di conservazione del capitale presentato il 18 aprile 2018, erano state programmate una serie di misure di riduzione dell’attivita’ ponderata per il rischio (RWA) (cessione di attivita’ non strategiche, ivi incluse le attivita’ immobiliari, una partecipazione in Autofiori e la cessione delle quote di Banca d’Italia) da eseguirsi a giugno 2018. Nessuna di tali misure e’ stata eseguita entro la tempistica iniziale e il Piano di conservazione del capitale aggiornato ne ha rinviato la prevista esecuzione di un trimestre.”. A questo riguardo la Banca, pur riservandosi di effettuare ulteriori approfondimenti e valutazioni in sede di risposta a BCE, precisa di avere, nel corso dei primi sei mesi del 2018, dato inizio al percorso volto, da un lato, all’emissione di strumenti di 3 capitale di classe 2 (bond subordinato) e dall’altro, alla cessione di asset non strategici quali la partecipazione in Banca d’Italia e quella in Autofiori. Per quanto riguarda l’emissione di strumenti di capitale di classe 2 (bond subordinato), la Banca non puo’ che confermare e condividere la necessita’ nonche’ l’intenzione di procedere a dette emissioni pur ritenendo che le stesse debbano essere effettuate tenendo in dovuta considerazione le condizioni del mercato in generale ed in particolare di quello italiano che nel corso degli ultimi mesi ha fortemente penalizzato non solo Banca Carige ma anche numerosi altri emittenti sia finanziari che industriali che intendevano affacciarsi al mercato per reperire nuove risorse finanziarie. Con riferimento invece all’eventuale dismissione di asset non strategici, la Banca conferma che i processi volti alla migliore valorizzazione di tali asset sono in corso e che la Banca intende portare a termine tali processi entro la fine del 2018, purche’ ovviamente ne sussistano le condizioni.