Opinioni

Peschiera Borromeo, la storia della mamma che non vuole il profugo al centro estivo

“Ritiro mio figlio dal centro estivo comunale, mi arriva un foglio che mi avverte che verranno inseriti 1-2 rifugiati: ora, va bene tutto, ma devono per forza essere inseriti dove ci sono bambini e servirebbe personale specializzato?”, ha scritto una mamma il 19 luglio sul gruppo Facebook ‘Quelli che..Peschiera’, aperto un mese fa e indirizzato alla nuova amministrazione comunale (dal ballottaggio del 20 giugno è uscito vincente il sindaco di una lista civica).

ritira bambino rifugiato
Lo status della mamma di Peschiera Borromeo

Il batti e risposta diventa subito vivace e insistente. “Io la trovo una bella cosa – scrive Paola – proverò a spiegare a mio figlio il motivo per cui quelle persone hanno fatto tanta strada e ora giocano con lui..”. Le polemiche escono rapidamente dalla cerchia dei genitori.

E arrivano a Repubblica Milano, dove però c’è un qui pro quo: il quotidiano scrive che la mamma ha ritirato il suo bambino dal centro estivo comunale. Ma in realtà c’è un qui pro quo, visto che la signora del commento intendeva dire che “mentre” lei stava ritirando il figlio le hanno consegnato il foglio che la avvertiva della decisione. Evidentemente la decisione non le è piaciuta, ma lei non ha minacciato in partenza alcun ritiro.
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In ogni caso la polemica della donna è ben chiara e si dipana nei commenti successivi:
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Al punto che devono intervenire con una nota ufficiale, pubblicata sul sito del Comune, sia l’assessore Antonella Parisotto, titolare della delega dei servizi alla persona, che la stessa Cooperativa Il Melograno. “L”Amministrazione ha piena fiducia nella capacità degli operatori del Melograno che con professionalità stanno gestendo il centro estivo – ha dichiarato l’assessore – e che parallelamente sono titolari di una gestione di accoglienza per migranti autorizzata dalla Prefettura di Milano”. Proprio da questa struttura arrivano i due nuovi ‘assistenti’ del centro estivo, due ragazzi della Guinea, poco più che ventenni, con lo status di rifugiati. “La cooperativa cerca di inserire i profughi in attività di volontariato ai fini di integrazione nel territorio dove risiedono – affermano i responsabili della Cooperativa – e per alcuni di loro abbiamo pensato al centro estivo, per attività che non saranno ovviamente mai a sostituzione del personale incaricato ma solo a suo supporto: ad esempio non partecipano né alle gite né alle giornate in piscina”. Le precisazioni sembrano placare le polemiche. “Sono stata fraintesa – scrive in serata la mamma che ha ritirato il figlio – volevo solo essere informata, credo che continuerò a mandare il mio bambino al centro estivo”.