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Le trecento persone in fila per ore sotto al sole per l’ultimo saluto a Gino Strada

Apre nella sede di Emergency di Milano la camera ardente di Gino Strada. Centinaia le persone giunte per portare omaggio al medico attivista scomparso lo scorso 13 agosto in Francia

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Collaboratori da tutto il mondo, autorità, semplici cittadini: sono oltre trecento le persone che hanno atteso oggi l’apertura della camera ardente di Gino Strada nella sede di Emergency a Milano, in via Santa Croce. Sotto il sole, rifocillate con bottigliette d’acqua messe a disposizione dai volontari dell’associazione, hanno atteso che scoccassero le 16 per portare il proprio omaggio al medico volontario scomparso lo scorso 13 agosto. Diversi i mazzi di fiori e i messaggi, tra i quali quello che recita “Ora vai, Gino, continuiamo noi. Ti abbracciamo per sempre” e “Grazie Gino! Quello che lasci resta straordinario come te. Vola alto”. La camera ardente resterà aperta fino alle 14 di lunedì. L’ingresso è libero e aperto a tutti, ma l’accesso e il numero di persone presenti all’interno vengono contingentati in accordo all’attuale normativa anti Covid.

Accanto al grande striscione con la scritta “Ciao Gino”, la presidente di Emergency Rossella Miccio ha raccontato ai giornalisti cosa rappresentasse il fondatore: “C’era la consapevolezza che Gino fosse un faro nella nebbia per tantissime persone, avendo avuto il privilegio di lavorarci e di viverci vicino in giro per il mondo per 21 anni, ma che ci fosse un affetto così profondo, che così tante persone da tutte le latitudini, dal Sudan alla Sierra Leone, malati, pazienti, staff, autorità, gli anziani dei villaggi, si sentissero toccate da quello che ha fatto Gino e dal lavoro di Emergency non me l’aspettavo”. “Gino – ha aggiunto – ha saputo creare una comunità di persone legate da principi e valori forti che vanno al di là delle barriere, dei colori della pelle e delle religioni. Credo che questo sia davvero il messaggio forte che ci lascia e che ci impegniamo a portare avanti”.

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, è arrivato a Casa Emergency per portare un ultimo saluto a Gino Strada “nella duplice veste di sindaco e di amico”. A chi gli chiedeva se il capoluogo lombardo avesse intenzione di dedicare uno spazio, un luogo o una strada al medico attivista ha risposto: “Credo che sia importante dedicargli qualcosa che rimanga, ma anche un momento di ricordo, come credo abbia voluto lui. Un momento anche allegro, anche vivo”.