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La petizione per dedicare Piazzale Cadorna a Gino Strada

Su Change.org è partita una petizione per intitolare Piazzale Cadorna, a Milano, a Gino Strada. Il sindaco Giuseppe Sala si è detto favorevole ma non ha ancora deciso se dedicargli “un parco, una piazza o un ospedale”

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“Piazzale Cadorna diventi Piazzale Gino Strada”. È la richiesta lanciata sotto forma di petizione su Change.org per consegnare per sempre il medico attivista scomparso recentemente alla memoria di Milano. Quasi 15mila le adesioni raggiunte finora, mentre si muovono sulla stessa linea anche le istituzioni. Roberto Di Stefano, sindaco di Sesto San Giovanni (città natale del fondatore di Emergency), ha chiesto al Consiglio comunale di poter intitolare al medico un luogo pubblico del Comune alle porte di Milano. “Avanzo a tutti i gruppi presenti in Consiglio comunale la proposta di intitolare a Gino Strada, morto a 73 anni, un luogo pubblico della nostra città. Trattandosi di una personalità scomparsa da meno di dieci anni, chiederemo al prefetto una deroga”, ha scritto il primo cittadino. “Per l’impegno, la passione e il grande amore che ha messo in tutte le sue attività in Italia e all’estero – ha proseguito – riteniamo doveroso che il suo nome e il suo ricordo vengano incisi per sempre in un luogo pubblico di Sesto San Giovanni”.

Maria Teresa Mauri, la donna che ha lanciato la petizione su internet, si augura che il Comune di Milano “con una procedura di urgenza assoluta” decreti il cambio di nome prima dei funerali di Strada. “Come mi piacerebbe che piazzale Luigi Cadorna, capo di stato maggiore del regio esercito italiano durante la prima guerra mondiale responsabile dei 13 assalti all’arma bianca sull’Isonzo che generarono il massacro di decine di migliaia di ragazzi italiani e la disfatta di Caporetto… che il piazzale cambiasse nome”. Idea raccolta anche dall’associazione dei Sentinelli di Milano.

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, si è detto favorevole: “Certamente Milano dovrà ricordare una figura straordinaria”, ha dichiarato. “Io sono ovviamente di parte – ha aggiunto Sala – perché eravamo molto molto legati però in questo momento conviene rifletterci. Mi prenderò un po’ di tempo per decidere cosa sia meglio fare, se sia meglio intestargli un parco piuttosto che una piazza o un ospedale. Alla fine Gino era un po’ un patrimonio della città quindi, al di là delle petizioni, bisogna un po’ sentire l’umore della città”.