Opinioni

I pericoli dello ius soli secondo Libero e Il Giornale

Oggi Libero ci regala una bella prova della sua comicità involontaria. Pubblica infatti questo specchietto intitolato “i nodi dello ius soli”:

pericoli ius soli libero
Libero, 18 giugno 2017

La prima parte della tabella ricalca quella della Fondazione Moressa. La seconda parte invece ci fornisce una dimensione perfetta delle capacità di calcolo di Libero: con lo ius soli, gli stranieri diventati italiani sarebbero “molti di più”. In realtà visto che la cittadinanza si può richiedere anche oggi e la nuova legge fa sì che ad alcune condizioni si possa richiedere anche prima non ha nessun senso dire che sarebbero “molti di più” o “molti di meno” visto che la possibilità di chiedere la cittadinanza prima o dopo non fornisce alcun vantaggio. Poi Libero dice che “c’è il rischio che nasca un partito islamico”, copiando senza citare un articolo di Gian Micalessin uscito sul giornale oggi. Anche questo è falso per lo stesso motivo spiegato prima: il minore che beneficia della legge non vota fino ai 18 anni; dopo i 18, può chiedere lo stesso la cittadinanza. Non cambia nulla. Poi Libero sostiene che sarebbe impossibile espellere gli estremisti islamici. in realtà, oggi puoi espellere tutti gli estremisti islamici che non hanno la cittadinanza. Se si approvasse lo ius soli, invece, si potrebbero espellere tutti gli estremisti islamici che non hanno la cittadinanza. Notate differenze? Invece, con lo ius soli sarà possibile mettere in galera tutti gli estremisti islamici con la cittadinanza. Esattamente come oggi. Interessante anche la prima pagina del Giornale, che apre con un articolo a firma di Paolo Bracalini che è giustamente scandalizzato:
ius soli il giornale
Pensate: Repubblica per illustrare una legge rivolta ai minori usa i minori. Ma è davvero clamoroso! Invece per illustrare una legge che è rivolta ai minorenni, secondo la logica di Bracalini e del Giornale, bisognerebbe usare gli anziani. Non fa una grinza. Così come non fa una grinza il successivo ragionamento di Bracalini:

In altri casi (e per altri giornali) si agiterebbe la Carta di Treviso, il codice deontologico che impone ai giornalisti di trattare con la massima attenzione tutte le notizie che riguardano i minori, evitando di coinvolgerli direttamente con il loro volto e il loro nome («Il bambino non va intervistato o impegnato in trasmissioni televisive e radiofoniche che possano turbare il suo equilibrio psico-fisico» prescrive tra l’altro il codice).Pignolerie che non turbano l’Ordine dei giornalisti.

Infatti Bracalini ha ragione. Se i bambini fossero impegnati in filmati che turbano il loro equilibrio psico-fisico, l’Ordine dovrebbe intervenire. Siccome in quel video non sono impegnati in filmati che turbano il loro equilibrio psico-fisico (se Bracalini ha invece le prove del contrario, le esibisca) l’Ordine non interverrà. Bracalini ha inventato l’argomentazione perfetta: quella che ali suo interno smentisce sé stessa.