Politica

Perché sull'immigrazione ha ragione Obama

Ieri sera Barack Obama si è rivolto alla Nazione per annunciare le azioni che ha deciso di intraprendere in materia di immigrazione. Dal momento infatti che il Congresso non è riuscito in questi anni a far passare una legge sull’immigrazione Obama ha deciso, rimanendo all’interno dei limiti dei poteri presidenziali, di agire da solo emanando un executive order. In questo modo il Presidente, legalmente, bypassa il Congresso che dopo le elezioni di medio termine è saldamente in mano ai repubblicani. Dopo due anni di accese battaglie la riforma della legge sull’immigrazione, passata al Senato, è ancora bloccata al Camera dei Rappresentanti. Non essendoci ormai possibilità di salvare la legge, ed essendo molto probabile che una volta concluso il mandato la riforma rimarrà lettera morta Obama ha quindi deciso di agire unilateralmente.

IL DISCORSO DI BARACK OBAMA
Il Presidente Obama ha iniziato il suo discorso (sul Washington Post la trascrizione completa) ricordando che gli Stati Uniti sono una nazione fatta da immigrati, una nazione che, grazie alla sua capacità di accogliere gli immigrati, ha avuto un vantaggio enorme sulle altre.

L’immigrazione “ci ha tenuti giovani, dinamici e intraprendenti. Ha modellato il nostro carattere di popolo dalle possibilità illimitate. Un popolo che non è intrappolato nel proprio passato, ma che è capace di ricrearsi continuamente secondo la sua volontà.

La realtà oggi però è che il sistema dell’immigrazione è al collasso, ci sono persone che entrano negli Stati Uniti in modo legale ma altri che lo fanno illegalmente. Il problema non è “l’invasione” il problema è lo sfruttamento dell’immigrazione illegale da parte di alcuni datori di lavoro che danneggia invece quegli imprenditori che pagano i contribuiti ai propri dipendenti mettendoli in regola. In questo modo – ha detto Obama – “ci sono persone che godono del privilegio di vivere in America senza farsi carico delle responsabilità di vivere in America”, ovvero pagare le tasse. Allo stesso tempo però Obama è consapevole che il sistema attuale dà poche alternative ai clandestini che vogliono “giocare secondo le regole”: uscire allo scoperto significherebbe essere espulsi dal Paese.
 
L’ANNUNCIO
In primo luogo Obama ha annunciato di voler continuare sulla strada già intrapresa dalla sua Amministrazione nel rafforzamento dei confini americani, stanziando maggiori risorse alle forze di polizia in modo da metterle in condizione di fermare il flusso di clandestini e velocizzare le pratiche di espulsione di chi viene sorpreso ad entrare illegalmente. In secondo luogo l’executive order sull’immigrazione avrà come obbiettivo quello di facilitare la permanenza dei “cervelli in fuga” dagli altri paesi, ovvero di quella particolare categoria di immigrati in grado di portare un contributo fondamentale all’economia statunitense. L’ultimo provvedimento è anche quello politicamente più controverso e difficile, nelle parole di Obama:

Faremo in modo di affrontare in modo responsabile la questione dei milioni di immigrati clandestini che già vivono nel nostro paese.

Ovvero uno stop alle politiche di espulsione indiscriminata a favore di un approccio fondato sul vero rispetto della legge. Espellere tutti gli 11 milioni di clandestini residenti negli USA è praticamente impossibile ed economicamente costoso.

Il numero di immigrati clandestini negli USA dal 1990 al 2013 (fonte: PEW Research via Washingtonpost.com)
Il numero di immigrati clandestini negli USA dal 1990 al 2013 (fonte: PEW Research via Washingtonpost.com)

Inoltre questa enorme massa di persone viene costantemente usata dai politici per sollevare paure spesso infondate e spaventare la popolazione. Ora questo sta per cambiare, coloro in possesso dei requisiti necessari potranno fare domanda e verrà loro concesso un permesso di soggiorno temporaneo (non la cittadinanza) che gli consentirà di continuare a vivere negli States, a studiare negli States, a lavorare negli States alla luce del sole e pagando le tasse.
 
CHI E QUANTI POTRANNO BENEFICIARE DEL PROVVEDIMENTO DI OBAMA?
Naturalmente non tutti gli immigrati clandestini potranno godere dei diritti garantiti dall’executive order presidenziale. Innanzitutto sono esclusi tutti coloro che hanno commesso dei reati (escluso ovviamente quello di immigrazione clandestina) e la condizione fondamentale è che gli immigrati dovranno dimostrare di abitare in America da più di cinque anni. Questo “accordo”, come lo ha chiamato Obama, non riguarda chi è arrivato negli Stati Uniti di recente e nemmeno chi entrerà illegalmente in America in futuro. Qualcuno la potrebbe chiamare amnistia ma secondo il Presidente non lo è: consentire a milioni di persone di vivere illegalmente senza pagare le tasse, quella è la vera amnistia. Quanti degli 11 milioni di clandestini hanno i requisiti necessari per fare richiesta e ottenere il permesso di soggiorno? Secondo il Migration Policy Institute si stima che tra i 3,7 e i 4 milioni di persone possano “uscire dall’ombra” e ottenere la residenza temporanea negli USA, circa la metà della popolazione di clandestini attualmente presenti sul territorio americano.
 
Una prima statistica sui beneficiari del piano sull'immigrazione di Obama (fonte: Washingtonpost.com)
Una prima statistica sui beneficiari del piano sull’immigrazione di Obama (fonte: Washingtonpost.com)

I VANTAGGI PER I CITTADINI USA
È naturalmente ancora presto per dirlo ma è già possibile ipotizzare che il provvedimento di Obama avrà una ricaduta positiva anche sull’economia Americana. E non è solo Obama a dirlo, lo spiega anche il Washington Post. Si tratta ad esempio di un maggior introito fiscale (un immigrato regolare paga le tasse come i cittadini USA) in grado di stabilizzare il deficit Federale. Ne abbiamo già parlato anche su NeXt riguardo all’immigrazione verso il Regno Unito. Incoraggiando l’ingresso di forze produttive giovani sarà possibile finanziare la previdenza sociale e la sanità pubblica. Inoltre il fatto che molti clandestini avranno la possibilità di uscire dall’ombra porterà anche ad una sostanziale diminuzione del lavoro nero (lavoro sul quale il datore di lavoro non paga le tasse, togliendo risorse allo Stato). Non essendoci più la possibilità di pagare poco e in nero qualcuno allora si potrebbe assistere anche ad un aumento dei salari complessivo. Se un datore di lavoro non può rivolgersi alla (ricattabile) forza lavoro clandestina dovrà per forza assumere legalmente (e a quel punto non unicamente o necessariamente immigrati).