La macchina del funky

Perché Staino ha ragione su Renzi, Bersani e Cuperlo

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«Sono i Bersani, i D’Alema, che hanno voluto fare il Pd e sono stati mangiati dalla Margherita. Adesso dovrebbero solo chiedere scusa e lasciare la politica ai più giovani»: sta tutto in queste poche parole il concetto più interessante tra quelli che Sergio Staino dice a Repubblica nell’intervista arrivata in seguito alla polemica con Gianni Cuperlo. Il vignettista di Bobo ha infatti scritto una lettera all’ex candidato della “sinistra interna” contro Renzi alle primarie, a cui il parlamentare triestino ha risposto. Nell’intervista Bobo non attacca Cuperlo, anzi: dice che lui e Speranza dovrebbero fare un passo avanti, mentre indietro dovrebbero andare D’Alema e Bersani, veri “ispiratori” delle manovre anti-Renzi all’interno del Partito Democratico.
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A Staino si può certo rimproverare una fedeltà alla linea che va ben al di là della coerenza, come ha fatto ripetutamente Marco Travaglio nei giorni scorsi sul Fatto. Ma la sua sintesi della sconfitta di D’Alema e Bersani è limpida: il PD nasce dall’unione di Margherita e Democratici di Sinistra, ma la sinistra DC è riuscita nel capolavoro politico di riuscire a occupare le cariche più importanti con i voti dei democratici. E se c’è riuscita è perché gli ex DS hanno commesso errori politici imperdonabili. Nell’intervista Staino racconta particolari e dà giudizi che difficilmente lo potrebbero far definire come renziano:

«Ho sempre pensato che fosse un traffichino totale della Margherita. La Anna Benedetti, signora dei libri a Firenze, mi chiamò allarmata: “Ho sentito che vuole togliere i finanziamenti alle mie iniziative. Puoi fare qualcosa?”. Era sabato pomeriggio, gli mandai un sms. 15 secondi dopo mi rispose: ”Ma ti sei bevuto il cervello? Anna, per Firenze,è una forza”. Due mesi dopo le tagliarono i fondi».

Ma sono state le infinite e infruttuose giravolte politiche dei “vecchi” del PD a creare e a far vincere Renzi. E che gli sconfitti tornino alla carica dopo aver perso tutto quello che c’era da perdere è il colmo (per un Democratico).